Sulla Fede e sul significato della Conversione. Con-Formazione ai Sacramenti, prodomi del Regno

Cercate prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia: e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù.

“L’Ordine consiste nella superiorità gerarchica della Fede sulla ragione, della Grazia sul libero arbitrio, della Provvidenza divina sulla libertà umana, della Chiesa sullo Stato; e, per dirla tutta in una sola volta, nella supremazia di Dio sull’uomo. Solamente nella restaurazione di codesti eterni principi nell’ambito religioso e nell’ordine politico e sociale dipende la salvezza delle società umane. Questi princìpi non possono essere riattivati se non da chi li conosce, e nessuno li conosce se non la Chiesa Cattolica“. (Juan Donoso Cortès)

E’ ora di richiamare tutti i cristiani alla vera battaglia per la conservazione della Fede. Riporto qui, come introduzione a quanto andrò ad enunciarvi, ed in via del tutto esplicativa ma non esaustiva, per intenderci, cosa ci ricorda don Paolo Spoladore, Sacerdote in prima linea nella denuncia delle matrici sataniche che ci allontanano da Dio e dai Sacramenti; un’esortazione implicita sul nostro obbligo morale di attivare in ogni luogo la “chiamata alle armi” (della Fede, si intende) per la restaurazione-instaurazione del Regno di Dio attraverso la strutturazione interiore e non solo delle fortezze dell’Amore e dei Santi Sacramenti cristiani.

…I dirigenti del popolo cercano di eliminare, di finire, di condannare a morte, di uccidere Gesù, ma non per questioni religiose: non è mai una questione religiosa, ma la religione si è sempre dimostrata un ottimo mantello per coprire, sotto l’autorevolezza della santità della giustizia divina, ogni forma di sopruso e ingiustizia, secondo gli interessi dei potenti. Cercano di uccidere Gesù perché Gesù sta togliendo loro la preda, il popolo.
Gesù ispira il popolo a ritrovare una nuova coscienza, una nuova identità, sta risvegliando la gente a un nuovo e inaudito rapporto con Dio, sta scaldando i cuori con le procedure del perdono, della condivisione, sta illuminando le menti con la forza della conoscenza, guidando gli uomini alla vera intelligenza della scrittura e della sua Parola. Gesù sta trasformando le pecore, le prede, in uomini, in figli di Dio liberi e amanti. In questo modo i predatori rischiano di non avere più prede, di non avere più carne da macello, risorse umane per i loro interessi. I dirigenti del popolo cercano di eliminare violentemente Gesù perché Gesù ha la forza spirituale di trasformare le prede in uomini liberi e di strapparli dalle fauci dei predatori.
È stato così, e sarà sempre così. Gesù non possiede eserciti per difendersi, non su questa terra, ma la fede e l’amore di coloro che credono in lui. Quando la Fede e l’Amore dei credenti in Gesù, il Figlio di Dio, entreranno nel cuore della storia e delle scelte di ogni giorno, come una marea inarrestabile, allora saranno i dirigenti dei popoli, i predatori ad aver paura e a non saper più cosa fare, e finiranno per essere dimenticati come foglie secche al vento.

Introduzione: se i Sacramenti sono una fortezza cristiana attraverso i Quali ci strutturiamo in Fede, Speranza e Carità all’interno del tessuto socio-culturale e politico-economico; allora è vero anche che servono ottimi Sacerdoti ed ottimi Educatori per trasmettere il significato fondamentale delle forme con cui Gesù ci ha confermato nell’Ordine Naturale di Figli di Dio; così dobbiamo organizzare la vita e le nostre vie per la Salvezza e per l‘Instaurazione di tutto in Gesù. Tanti, ancora oggi, non comprendono, e non sempre per colpa loro, l’importanza dei Sacramenti unico strumento sovrannaturale che concorre alla formazione sociale e religiosa del Popolo di Dio per la Conversione, in Spirito Santo, a Gesù e al Suo Regno; e, che deve essere inteso come primo progetto di Vita cristiana.

Premessa: “Se non vi convertirete e non ritornerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli“? Ciò detto, la risposta al corollario la riporto alla fine del trattato che sto per sviluppare. Buona lettura!Vangelo di Marco 12,28b-34 . In quel tempo, 28 si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?» 29 Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; 30 amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. 31 Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 32 Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; 33 amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 34 Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Centrando la questione del Regno rispetto all'”Abominio della Desolazione stare nel luogo santo“, ossia l’omissione da parte della maggior parte dei componenti l’Ordine Sacro e del Vaticano, vorrei dare con questo nuovo contributo davvero intimo e personale, una contiguità ai cinque post che mi hanno preceduto di recente su Ingannati; nel tentativo tutt’altro che polemico e peregrino, di dimostrare -per quanto mi riguarda direttamente- la vacuità di certo fideismo razionalista e perniciosa presunzione di “potersi mettere in proprio”, in questa battaglia (ossia con argomentazioni non basate storicamente su documentazioni plausibili, dal punto di vista del magistero apostolico, di trattati cristiani ecclesiologico-mariologici, teologico-gnostici- apologetici, antro-escatologici, storico-critici, socio-economici e persino artistico-culturali). Ossia, come certe “dimostrazioni di forza” del fattore razionale nel campo della Fede, non siano prettamente in sintonia con l’opera cristiana, propriamente detta; fatta invece di amore, compassione, timor di Dio, pietas, pazienza, condivisione, temperanza, perseveranza, grazie e doni celesti, talenti -quelli messi a buon frutto-, perdono, testimonianza, tradizione cristiana, servizio, fortezza, fede, speranza, carità… e continua e viva ricerca di una Conversione personale e sociale piena e totalizzante. E’ inoltre un paradosso che ad assumere un temperamento così “duro” e “catechizzatore” siano proprio coloro che hanno cominciato il percorso di Conversione quando io cominciavo a modificare i miei atteggiamenti di fronte alle “mie” convinzioni, per essere più nel Signore con la pratica quotidiana della correzione personale; e mentre altri si facevano sempre più intransigenti in materia di Fede; e molti si “intiepidivano”. Lasciando così il ‘modello’ della Comunione Cristiana, una volta di più, deserto. Ma così è sempre stato, e ne conosciamo persino le dinamiche umane: grande fuoco all’inizio e poi ricadute e tentennamenti; grande difficoltà a correggersi in maniera stabile e definitiva e momenti di forte esaltazione, fideismo, fanatismo. Le porte degli inferi, infatti, non prevarranno: ma non tanto per certo attivismo o per certi neo-Torquemada che si proclamano ‘Denfensor Civitatis’ brandendo come armi micidiali il loro super ego ed i loro studi o le loro letture; facendo propria la Bolla ‘Cum ex apostolatus officio’ o anche alcuni PDF della carismatica del momento; o approfondimenti sui misteri della vita e altre riflessioni che appartengono solo al PENSIERO PERIFERICO della cultura cristiana e mistica. Ma, più che altro, le Porte degli Inferi non prevarranno FIN TANTO CHE ci dedichiamo, invece, integralmente, anima, corpo, cuore, forza, psiche e mente alla edificazione dell’Amore di Dio; che è la fortezza e “castello interiore dell’anima” (a dirla con Santa Teresa D’Avila, co-fondatrice dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi); affinchè l’Inferno ed i Demoni che sono contro la Trinità ed il Regno di Dio, contro la Santa Comunione, la nostra Salvezza e la nostra Felicità, non possano prevalicare -con le loro diavolerie, con le loro divergenze, con le loro chimere ed con i loro fuorvianti sortilegi, ‘per imperare‘ – sulle nostre buone intenzioni di collaboratori alla redenzione e “partecipanti alla Creazione” (San Tommaso D’Acquino); e così logorarci nel fanatismo e aggredirci nell’animo, incattivendoci; e farci subire, dopo aver aperto un varco, le tentazioni, gli inganni e i tormenti anticristici che tanto addolorano Dio-Gesù. Atteggiamenti che finiscono per far prevalere l’odio e additare chiunque non si affidi a loro. Dice Sant’Agostino: “Ama Dio e fa quel che vuoi“, presumendo che l’uomo a cui è indirizzato questo invito, sia fortemente innamorato anche dei suoi simili, prima ancora che “delle sue verità e delle sue certezze“. Perchè anche le nostre piccole verità e la nostra libertà di coscienza dissociate dalla contiguità con Dio, può contribuire alla distruzione di questa fortezza, già elevata in grandissima parte -nel passato- attraverso l’opera magistrale di sapienti e dottori della Chiesa; fondata ESCLUSIVAMENTE sul Vangelo dell’Amore sulla Testimonianza cristiana ‘vera e sofferta’ di chi ha vissuto radicando la propria Fede alla Santa Croce (quando la Fede era avvertita anche come sentimento collettivo); ed in attesa della Parusìa (ossia, il Ritorno Glorioso e regale di Nostro Signore Gesù Cristo – che si commisura con il mistero della Fede: annunciamo la Tua Morte, proclamiamo la Tua Resurrezione, in attesa della Tua Venuta). Il Diavolo, che non è mai stato a guardare, e ha sempre approfittato della nostra stoltezza, ha compreso che la sua strategia per la conquista delle anime a Dio “guadagna terreno” principalmente nelle seguenti azioni: negare l’esistenza sua e dell’Inferno; interporre tra tutti gli uomini ogni segmento di discordia, inganno, empietà, iniquità, guerra e zizzania (anche se fortemente legati alla religione); distruggere la morale e con essa la famiglia; e portare le donne ad abortire i figli che portano nel loro grembo, per togliere a Dio la GIOIA di allevare i Suoi Figli nel Suo Nome. Questo è il progetto in fieri di una più grande dissoluzione: l’annientamento dell’uomo a immagine di Dio, onde sostituirlo con l’essere asessuato (gender) attraverso la maturazione piena del magma rissoso del nichilismo totale. Così, facendoci piano piano accettare ciò che prima avremmo rifiutato aprioristicamente (buona la metafora della rana lasciata bollire a fuoco lento), il demone, che ha trovato ‘cittadinanza’ nel nostro corpo storico-sociale, oggi ha provocato la crescita esponenziale di FALSI PROFETI (maghi, indovini, astrologi, letterati, opinion leaders, santoni, autori, apprendisti stregoni, asceti, ribelli, falsi neoconversi, fanatici, castigamatti, ma anche falsi simbolismi e metainganni, inappropriate venerazioni, invettive e persino adorazioni blasfeme, proposte da una miriade di organizzazioni pseudo-religiose, boniste, “resistenti”, sedevacantiste, ma anche di carismatici e mistici frutto del Concilio Vaticano II). Ebbene, proprio il discostamento dall’amore gratuito e paziente (Carità) e l’indifferenza alla santa fortezza dell’anima, ha portato le persone, oggi più che mai, ad allontanarsi dal senso stesso dei Valori Sacramentali, a cui di rado si riferiscono i falsi papi, i falsi profeti e le false religioni; e quindi una volta allontanati dalla fortezza rinvigorita e “rinata” nei Sacramenti, in cui si alimenta e vive l’amore, diventiamo cosi facili prede per il nuovo padrone e principe del nuovo mondo da non rendercene nemmeno più conto di quanto siamo diventati sciocchi, viziosi e spregiudicati e persino, se non bastasse, GIUDICI IMPLACABILI. E’ ciò che Matteo ci indica nel cap. 24 del suo Vangelo quando fa riferimento alla caduta degli eletti, se possibile, per mezzo del grande inganno. E, ciò, sta scritto: nessuno sarà così sicuro da potersi dire l'”unto”. Accadrà soprattutto alla Fine dei Tempi.

Gli articoli dei cinque post cui faccio riferimento riprendono la corrispondenza fra gli amici Alberto e Fabio Massimo sulla necessità o meno di darsi tanta briga per attestare ciò che è trasmesso da carismatici odierni senza l’approvazione della Chiesa (al punto di ritenere Essa Stessa quasi più deficitaria non tanto per gli errori teologici portati avanti dal 1958 in poi, quanto piuttosto per non dare dovuto credito alle cosiddette rivelazioni private ricevute da Conchiglia e dalle vegenti di Medj ed altri); segue una considerazione appropriata di Andrea Cavalleri su Fede e fideismo cui prenderà il sopravvento Fabio Massimo con la sua pesante prosopopea, pedanteria, logorroicità e arroganza, di cui credo sia necessario anche tracciare una disamina critica sull’ “assenza di comunicazione” ancor prima che del “danno“; e, poi, E se Don Guido (Bortoluzzi) avesse ragione? in cui lo stesso Alberto, in maniera stoica, ma non troppo; un pò cinica, non poco autolesionista, accetta la sfida-provocazione di Fabio Massimo. Questi post, a parte un inevitabile ed improcastinabile intervento sulla Vera Croce da adorare, a cui non potevo “assolutamente” sottrarmi, non hanno ricevuto nessun mio commento; anche perchè, mentre mi appropinquavo ad organizzare un mio intervento conciso (e non circonciso, come direbbe un parlamentare dell’ultima ora) e ben articolato, sono stato assalito da una serie di vicissitudini personali; che si sono palesate da subito pertinenti a ciò che stavo per scrivere (e, che, quindi, mi han costretto a continui sviluppi e rafforzamenti dell’impianto descrittivo); fatti personali ma fortemente inerenti la vita di un cristiano “qualunque” che percorrendo, tra alti e bassi, un “duro e stretto sentiero di Conversione e di ricerca di se stesso“, non vuol far mancare un suo contributo diretto. (Chi mi conosce sà che il mio precedente matrimonio da cui ho avuto tre splendidi figli è passato per il vaglio della Sacra Rota che lo ha definito a tutti gli effetti “nullo”; che ho compiuto un percorso personale di discernimento per ricercare la mia vera vocazione; e, che per quasi un anno ho indossato un saio come Servo-Arciere di Nostra Signora della Tenda, l’augusto Tabernacolo, avvicinandomi quotidianamente alla Santa Eucaristia, cercando di vivere, nel limite del possibile -viste le condizioni a me date-, in totale stato di povertà; ossia mendicando al mercato frutta e verdura, e alla Caritas il sussidio per il resto dei cibi. Cinonostante ho continuato a gestire il sito di escogitur con enormi sacrifici, visto che Google mi ha bloccato i robot per i motori di ricerca, di fatto isolandomi dalla rete). Ciò detto, non posso non citare gli ultimi due post: quello sul “La paura del futuro e mancanza di Fede. Quello che dà potere al denaro; ed il post dell’amico Stefano con il suo riferimento ai Borghi di Xenobia “Una rivoluzione migliore.

Ma quale è il ‘difetto-errore’ che intravedo nella pseudo-comunicazione di Fabio Massimo è presto detto: come altri, dotati di una spiccata capacità dialettica e di un talento innato -nell’uso della parola e dell’approfondimento-, manca l’umiltà e la capacità di andare al di là della “cattura” dell’attenzione. Spesse volte il loro interlocutore diventa o è solo un “essere” da sedurre e coinvolgere nelle proprie catarsi psicologiche, emotive, intellettive e sensitive. Come un’onda travolgono tutto ciò che trovano lungo il loro cammino. Amano essere considerati e stimati: se ne parli bene di loro, in primis, e delle loro scoperte. Come pavoni mostrano la loro ruota e portano vanto. Il punto, infatti non è ciò che dicono e asseriscono e “cercano di comprovare” con argomentazioni talora plausibili e no, ma il fatto che loro stessi si identificano con ciò che vanno dicendo, anche se lo dicono altri. E quegli altri diventano come dei, perchè se fossero considerate umani, competerebbero con loro che si sentono portatori di luce e verità. Ecco una delle frasi tipiche che Fabio Massimo certifica come incontrovertibili: nella Rivelazione-Perla donataci attraverso la Conchiglia che Dio Si è liberamente scelto. Che fa il pari le frasi di altri, tipo: io ho diritto di vita e di morte sui figli che Dio mi ha dato. Così che, anche se potesse valere la pena comprendere meglio la scoperta di cui sono protagonisti, si finisce per contrastare con il loro atteggiamento “malato” anche le idee e le argomentazioni stesse (tanto che sono gli stessi portatori sani di quelle novità che, poi, prendono le distanze da tanto fanatismo). Così è stato con il mio amico Fabio Massimo, che nel momento in cui ha preferito mettersi in proprio, ha disperso, per quanto mi riguarda, tutto il valore delle “interessanti scoperte“, già condivise a suo tempo, ponendomi in una posizione nettamente antitetica e di opposizione non a quelle tesi, ma al modo di condurre la “disputatio” da parte di Fabio Massimo; che ha deciso, per scelta-presunzione di mettersi in competizione diretta con la Chiesa, alla maniera di Simon Mago; e con coloro che hanno ritenuto la pratica diretta del Vangelo d’Amore, la religione della Chiesa Cattolica e l’esercizio dei Precetti proposti dalla Chiesa sia di gran lunga superiore e più importante di qualunque altro pronunciamento extra-ecclesiastico per la Salvezza; convinzioni che Fabio Massimo identifica fieramente con i suoi talenti come strumento distintivo nella sua personale lotta portata senza confini e limitazioni; al punto di rinunciare agli stessi Sacramenti per essere testimone “extra moenia” di “denunce”, “pensieri”, “profezie” e “carismi”. Così, per la sua perfidia ho perso l’amico Fabio Massimo sin dal comune cammino, iniziato insieme, che comprendeva i primi 5 Sabati ed i primi 9 Venerdì del mese. Così s’è dissociato anche come Arciere. L’ho perso per strada, infine, come acuto testimone di Verità, come Soldato di Dio. Lui, infatti, temo non abbia dato un’accellerata alla sua Conversione; non porta contributo alcuno alla Conversione degli altri; ma ha piuttosto deciso e preferito mangiare il “frutto dell’albero proibito”, convinto che il vero e unico “peccato” di Adamo non sia stato consumare la Superbia mangiando della Conoscenza, ma piuttosto aver pensato di “mettersi in proprio” concependo una genìa con la “ancestre” (o talento che sia!) che Dio le avrebbe dato, piuttosto, come servitù o strumento; non rendendosi conto che nè la servitù e nè lo strumento hanno una personalità propria. Scoperte che, quando me le presentava di volta in volta (ed ammetto che siamo arrivati persino a ragionare e condividerle insieme per molto tempo), nonsono mai arrivate a nuocere come quando si pensa di poterle portare avanti affidandole solo al proprio IO. Allora, a parte i peccati tipici cui cade un essere umano, queste cose non ci allontanavano dal radicamento della Verità e da un sano discernimento, rimanendo in obbedienza e fedeltà assoluta ai Precetti; e che, invece, da qualche tempo, portate avanti da Fabio Massimo a dispetto di “ogni cosa conveniente per la Salvezza” sembrano più assecondare i suoi e le altrui desideranda. Ora il caro Fabio Massimo incrocia nella rete gente ignara, che non lo conosce come lo conosco io; prendendosi egli, come sempre usa fare con prepotenza, sempre, l’ultima parola; e spacciandosi per profeta, uomo di Dio o predicatore più che sperimentato; credendo per un potere che solo lui sa da dove gli proviene, di poter confutare ogni asserzione, tiraneggiando; rendendosi fra l’altro antipatico, indisponente, saccente e senza la capacità di segnare il suo passo con un cambiamento personale nella sua “bella persona che è“. Infatti egli porta danno a se stesso, prima di tutto; perchè ad un certo punto, attaccando le persone -più che le loro idee e le loro tesi-, si mostra non tanto come un uomo di Dio, ma un vero moderno proselite, capace di far leva sulle potenze che oggi più che mai regolano il controllo sul genere umano. Una scadenza personale non da poco conto. Ecco perchè, fossi il suo direttore spirituale (da cui, con molta cura, si tiene lontano perchè lo va cercando tale da poterlo “dominare” con tutte le sue scoperte) gli porrei un solo quesito, che già gli ho ripetuto altre volte: come Gesù faceva con il Giovane Ricco, parafraserei così la proposta che Dio fece ad un suo interlocutore: “lascia ad altri le tue ricchezze, le tue scoperte, se pensi possano darci scandalo nella Salvezza; ma anche se, servendo a smuovere le coscienze e l’anima delle persone indecise e lontane dalla verità e dalle “curiosità celesti” possa essere più utile per te, rimanere dietro le quinte e aiutare i Predicatori e affidandoti alla Volontà di Dio se non permetterà a nessuno di continuare la tua opera; prendi, dunque, la tua croce e seguiLo con umiltà il tuo Signore, ovunque Egli ti condurrà. Sarebbe ciò il tuo più alto gesto di fedeltà all’Opera di Salvezza”. Il commenta di Don Paolo Spoldadore al Vangelo di Giovanni (8:21-30): Gesù ci mette in guardia dal pericoloso orientamento mentale che è all’origine della struttura psichica ed emotiva della persona più pericolosa al mondo per la vita: il fariseo. …È colui che segue la legge e difende la morale ma non riesce a percepire la divinità di Gesù; critica il prossimo, si schiera con la giustizia e la verità, ma non riesce a percepire la divinità di Gesù; accusa i suoi simili per condannare e combattere il male, ma non riesce a percepire la divinità di Gesù. …Il fariseo è colui che si sente padrone del mondo e non riconosce le braccia di Dio come il luogo della pace e dell’abbandono. Vive l’esperienza terrena in una prospettiva religiosa, ma dedicato completamente alla competizione e alla gestione del potere, senza sguardo e fede nella vita senza fine nel cielo di Dio, Gesù dice: Dove vado io, voi non potete venire. È colui che vive la terra e l’esperienza terrena come un’occasione succulenta per depredare il prossimo, in nome del potere, del successo, della gloria umana.

Dirà Alberto a Fabio Massimo: “Lo Spirito soffia come vuole, caro Fabio, e la molteplicità di carismi, assieme alle infinite sfaccettature degli animi fanno sì che ognuno si impegni in ciò che gli è più congeniale. E cercare di convicere tutti che la PROPRIA battaglia sia la più importante forse potrebbe ottenere l’effetto contrario… qualche volta!“. Ancor di più mi accorano l’intervento di Andrea Cavalleri e quello di Patrizia (Daniela) anche lei già fedelissima Arciere.

Ciò premesso mi accingo a raccontarvi come a volte nella vita, quando meno ce lo aspettiamo, arrivano a intrecciarsi pensieri, racconti, storie, esperienze e fatti in maniera ineludibile e inequivocabile, dando un senso plastico inimmaginabile a ciò che volevamo descrivere a parole. Al punto tale che ciò che stai tentando di scrivere in via teorica o per linee di principio, d’improvviso si “avvera” come un “dato di fatto” ed in maniera inconfutabile. E, così, è accaduto a me, che cercavo una risposta plausibile alla insistenza di Fabio Massimo (che già fu Arciere e mio strettissimo amico e che oggi si arroga ancora di usare la firma della Resilienza Cattolica nonostante la diffida a farlo); un atteggiamento ostile che coglie tutto l’intendimento di demolire ogni progetto incardinato nell’Arca della Bellezza, quindi ogni mio sacro proposito di essere per Dio e non per “d’io“; facendo così inclinare nella direzione-idea da lui voluta ogni percezioneconsiderazione della Autorità Ecclesiastica; tanto da far apparire la sua Conchiglia, la croce di Dozulè, gli avvenimenti di Medjugorie una linea di demarcazione tra Chiesa “vecchia” e chiesa “nuova”, superando a piè pari la diatriba tra Tradizionalisti e Conciliaristi. Espressioni di fede tanto inutili quanto care a Fabio Massimo che proprio perchè giunte inascoltate e persino accolte con forte reticenza dagli organismi preposti dalla Santa Chiesa lo lasciamo basito. Faccio riferimento alle disposizioni del Vescovo Orlandoni, per quanto riguarda Conchiglia e ai dati raccolti da Pavao Zanic, Vescovo della Diocesi di Mostar contro le vegenti di Medjugorie, con cui si asserisce che costoro contribuiscono ad allontanare dalla ortodossia. Che per Fabio Massimo sono invece una risposta mandata dal Cielo alla nostra carenza di Fede e come immancabile supporto alla Chiesa (oggi vacillante a causa dei suoi traditori) a completamento della Rivelazione Pubblica di Gesù. (Faccio presente che la stessa Conchiglia avrebbe “scomunicato” Fabio Massimo per il cattivo contributo che porta alla causa del Movimento d’Amore San Juan Diego). Ma, la mia, vuole anche essere una risposta indiretta a persone molto in gamba come Eliseo e VVV, che, al di là dei buoni consigli, insistono sulla necessità di usare la forza per la difesa della Fede da ogni tipo di aggressione (dimenticando loro, di fatto, che Gesù ci ha ammoniti: verrò io a separare il grano buono dalla zizzania! Voi fate solo la vostra parte e ve en sarò grato! – rif Matteo 13:24-30). Spero solo che ciò non attivi una ennesima polemica, dalla quale comunico sin da ora che mi asterrò per amore del Bene e di chi ci legge; e per facilitare, nel silenzio che seguirà, una riflessione serena, accorta, docile, pacifica e attenta nel profondo del nostro cuore e della nostra anima, per un distaccato discernimento e scevro da contaminazioni e influenze di alcun tipo. Anche perchè non ho nulla di personale contro le buone notizie che ci arrivare da più fronti e che in Conchiglia trovano un normalissimo e ben informato collettore. Nulla di più! E non lo dico per “invidia della grazia altrui!“, accusa gratuita, questa sì, di cui sono stato, già, fatto oggetto!

Andiamo a noi, ora. Alla mia storia, a ciò che mi è accaduto di recente!

Notte del 25 marzo 2014. Un sogno inquietante: “Eravamo seduti a Messa l’una davanti all’altro e te leggermente spostato a sinistra in modo che potessero incrociarsi i nostri sguardi. Indossavi una camicia bianca. Ad un certo punto della celebrazione Eucaristica, il Sacerdote attraversa la navata con la pisside ricolma di Ostie Consacrate e passa accanto a noi. Mi sono girata per vedere cosa avresti fatto e cosa sarebbe successo quando il Sacerdote avesse incrociato te. Il vostro sguardo era intenso e don Valter, al tuo avvicinarti a lui per prendere la Comunione, stava quasi per posarti sulla lingua il Corpo Eucaristico… poi però, di colpo, ha esclamato a gran voce: no, no, no!”. Allontanandosi, osservai il tuo viso rassegnato e contrito. Rimasi fortemente addolorata per quanto avevo visto e per come tu stessi soffrendo! Ho vissuto ciò anche fisicamente come fosse un fatto successo davvero!”

Notte del 26 marzo 2014. “Indossavi i tuoi sandali infradito, quelli che usi spesso da quando ti conosco. Ti trovavi sulla sommità di un argine in prossimità di un tratto murato. Ed il sentiero su cui camminavi era paludoso e viscido. Ti guardavo preoccupata che tu non scivolassi. Ad un certo punto, nel tuo tentativo di saltare al di qua di uno specchio d’acqua sorgiva apparso improvvisamente, al mio urlo: fermati! presa da forte disperazione che tu potessi procurarti del male, ti ho visto spostarti su un altro tratto di muro, che dava proprio sull’acqua, e che era fatto di mattoncini… e mentre ti lanciavi si è staccato un pezzo del muro che ti sei trascinato appresso a forma di grande croce. Tu eri nell’acqua disteso a braccia aperte, senza difesa, inerme, mentre questa croce veniva mossa contro il tuo corpo colpendoti ripetutamente. Io gridavo, imprecavo: spostati! spostati!. Sembravi rassegnato come meritassi quel castigo. Eri distrutto e ho scorto un livido sullo zigomo sotto l’occhio destro. Turbata mi sono gettata in acqua per soccorrerti e mentre ti abbracciavo per tirarti fuori, vedevo me stessa che ti avvolgevo in una coperta bianco panna per riscaldarti e ti avevo fra le mie braccia con cui ti tenevo stretto a me. Il tuo viso era rigato di lacrime… le stesse che scorgevo, in un attimo successivo, sul viso di mio figlio che tenevo stretto al tuo posto. Eravamo senza sapere come dentro una casa che non ho saputo realizzare dove si trovasse. Ho chiesto al bambino che avevo tra le braccia di parlarmene, e quando era pronto a darmi una spiegazione di tutto ciò che era accaduto, mi svegliai con un forte mal di schiena per lo sforzo che avevo compiuto e la grandissima tensione…”

Certamente alcuni di voi che mi conoscono da tempo anche sul sito di Ingannati, di Stampa Libera, Escogitur ed EffediEffe si chiederanno cosa rivelano questi sogni e se li ho avuti io. Ebbene li ha avuti Francesca, la mia compagna, che da mesi mi sta accanto spiritualmente, moralmente e amorevolmente; e quei fatti, sognati, si riferiscono a me e a ciò che sta suscitando nella sua anima “il fatto” di non aver beneficiato per qualche giorno del Sacramento della Eucaristia.

Procediamo, per ordine, e andiamo indietro di appena qualche dì. Il giorno 25 marzo, giorno dell’Annunciazione della Incarnazione di Nostro Signore, (festa che mi è cara e che mi rimanda ogni volta ai miei soggiorni a Loreto e alla veridicità storica della miracolosa traslazione della Santa Casa da Nazareth), il mio nuovo Confessore, don Valter, un caro, piccolo e buon prete di campagna come ce ne sono rimasti pochi (sigh!), mi ha ricordato questo: senza rispetto ed osservanza dei Sacramenti della Chiesa Cattolica non ci si salva…. La questione posta è l’indispensabilità per un cristiano di essere in comunione con Gesù in tutto e per tutto, con grandissimo amore e trasporto. Le mie ultime e recenti confessioni erano totalmente avulse da ogni considerazione teologica o da ogni posizione rispetto al sedevacantismo apocalittico o altro. Mi sono presentato con tutto me stesso, come peccatore “nudo” e pieno di fragilità.

Credo che la stanchezza stia sfiancandoci un po’ tutti… La strategia della tensione e dell’inganno sembra già bella e servita; il livello di coscienza, ma ancor di più la Fede è ancora così basso che quasi tutti ci si adagia in attesa del peggio, in attesa della necessaria catarsi. Ma è davvero giusto, questo atteggiamento remissivo? E’ questo che ci chiede Gesù, Nostro Signore, Supremo Comandante, Salvatore?

“Oh, quale dolore”! visto che mi si è aperta di fronte una voragine. Per la prima volta nella mia vita, scrutando nella mia anima di fronte al Confessore ho preso consapevolezza che non ero al mio posto rispetto ai Sacramenti di Dio. Ossia mi ero disallineato nella mia condotta ordinaria, cercando di vivere come vivono tutti; ciò nella convinzione di essere più che mai “umanamente” a posto, perchè vigile, professo come militante e osservante e attinente rispetto i precetti della Chiesa e nella “normalità”, come cristiano nella vita di tutti i giorni! Mah!
Ma, l’Annunciazione inaugura l’evento in cui Il Figlio di Dio si fa carne per consumare il Suo Sacrificio redentivo in obbedienza al Padre e per essere il primo dei risorti, dopo il Peccato di Adamo (argomento così caro proprio a Fabio Massimo). Il Mistero dell’Incarnazione ha anche una chiave di lettura storico-pedagogico oltre che redentivo. E’ un evento essenziale per la Chiesa e per l’umanità, che finalmente rientra nel processo redentivo dopo il Peccato Originale grazie proprio all’assenso di Maria; un segno che ci “e-duca” a vivere conforme al “modello” insegnatoci da Gesù e che rende di fatto la Madre, Maria, corredentrice nell’Opera di Salvezza. E noi cosa facciamo di fronte alla maggiore opera di Salvezza, di fronte al maggior aiuto che sia mai giunto a noi esseri umani, per essere felici e liberi da ogni male e segno di morte? Facciamo poco e niente!; o meglio ci mettiamo con impegno ad aggiungere di nostro senza considerare che Quel Fiat ha “ridefinito” e “ricapitolato” ogni dubbio; facciamo poco e niente, mentre abbiamo l’obbligo di porci, nel nostro piccolo, nella giusta sequela di questo indirizzo di Redenzione, come fece Maria. La Chiesa per intero, come Maria, infatti, si associa senza tentennamenti all’obbedienza di Gesù Cristo vivendo Sacramentalmente, nella fede, il significato pasquale della Annunciazione. Non va dimenticato: Maria è figlia di Sion. E, a coronamento della lunga attesa, accoglie con il suo ‘Fiat’, e concepisce per opera dello Spirito Santo, il Salvatore. Il Quale, nel medisimo istante, si incarna nel “ventre suo”. Il 25 marzo, festività che commemora il Sacro Ventre, l’augusto Tabernacolo, la Nostra Signora della Tenda, celebra anche il ricordo del Patriarca Isacco, figlio di Abramo, capostipide di tutti gli uomini di Fede, e padre di Giacobbe. Uomini di Fede, scelti da Dio “non” per le domande che si ponevano sulla Verità, ma per la loro FEDE bambina (e non adulta); per aver scelto di essere “precursori” e tutori dei Sacramenti e trasmettitori della Parola “data da Dio”, con tutte le nostre responsabilità ‘umane e morali’ di Figli di Dio. Ciò premesso, non servono i carismatici odierni e/o altre lucubrazioni mentali per seguire un progetto così ben definito nelle sue parti. E’ sufficiente incardinarsi ai Santi SACRAMENTI: BATTESIMO, RICONCILIAZIONE O CONFESSIONE, EUCARISTIA O COMUNIONE, CONFERMAZIONE O CRESIMA, MATRIMONIO, ORDINAZIONE SACRA, ESTREMA UNZIONE O UNZIONE FEGLI INFERMI e vivere integralmente il VANGELO. In questa nuova struttura sociale edificata pensando al Regno di Dio, c’è tutta l’evoluzione redentiva di ogni singolo essere umano, ovunque ed in ogni tempo nato, generato, pronto a recepire in buona volontà il patto stabilito da Gesù di Nuova ed Eterna Allenza.
E questo ATTO DI FEDE, con questi FIAT, ci pongono pure di fronte ad un dato inconfutabile: “solo” la Chiesa istituita da Gesù può detenere, che lo vogliamo o no, il deposito della Fede nella Verità, che è Dio con la sua linea di Salvezza; ed esercita questa prerogativa attraverso l’imposizione dei Sacramenti, o meglio il sistema voluto da Dio per la perpetuazione nelle “strutture sociali” del Comandamento dell’Amore, portato ai Patriarchi nella Sua discesa agli Inferi (attraverso i quali ricevettero la Vera Luce e furono liberati); e certificato, nonchè CONFERMATO nei secoli, con la Cresima, da ogni cristiano (sistema che include il nostro “libero” FIAT allo Spirito Santo e che i delatori definirebbero per le sue implicazioni “matriciale” o “contrattuale”); sistema che preesiste al nostro volere e che ogni volta inveriamo (usando una terminologia corrente coniata sul valore dato alla Moneta dalla comunità che ad essa si affida come mero elemento di scambio) come COMUNIONE DI SANTI; su cui si snoda tutta la Vita della Chiesa e della comunità dei fedeli; a dispetto di: ogni ragionevole discorso sui “diritti e doveri umani” alla verità, alla carità e alla libertà, portati avanti come cavalli di battaglia da tutti i Falsi Profeti; e delle diatribe sulle veridicità o meno dei messaggi o delle rivelazioni private non approvate dalla Chiesa e che ci pervengono dai carismatici odierni o da certa “propaganda politicamente scorretta” dell’ateismo imperante e della scienza ideologicizzata; personalità che dicono ciò che volentieri vorremmo sentir dire per assecondare la nostra viltà e miseria umana; i nostri istinti primordiali sempre radicati nel PECCATO ORIGINALE; che fanno appiglio alla nostra connaturata ricerca della Verità; prospettando ogni pensiero come fossero prodotti versatili, fruibili, godibili e sempre presenti sugli scaffali dei supermercati della spiritualità e del RELATIVISMO ETICO; e che oggi, per questa prerogativa qualunquista, ovvero, dove ognuno può scegliere il prodotto che più lo aggrada, sono molto più osannati di ogni santa disposizione morale ed ecclesiastica. Disposizioni che, fintanto sono sancite, operate e testimoniate con il sacrificio personale e l’esempio morale condotto con dolce fermezza dai Santi, rendono ancora pienamente il senso; e, che, quando, sono gestite con ipocrisia, perfidia, maldestro atteggiamento, cattiveria, deficienza pedagogica, egoismo e schematizzazione psicologica inadeguata, hanno contribuito ad impedire, anche se fatto a nome della Chiesa, di Dio e di Maria, un sano discernimento del nostro Libero Arbitrio. La FEDE in Gesù Cristo Salvatore e Redentore, ossia la constatazione di un dato primario, insostituibile e CENTRALE oggettivamente riconosciuto nei secoli su cui si è strutturata la società, fondamento della LEGGE NATURALE e del VANGELO (oggi snaturate dal cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale che ha saputo celarci il FONDAMENTO DELL’OBLAZIONE), oggi più che mai dovrebbe valere molto di più di ogni nostra sacrosanta convinzione, per quanto APPARERENTEMENTE coincidenti con le Rivelazioni dell’Apocalisse e, quindi, sullo stato della Chiesa e delle Tribolazioni (Carestia, Pestilenza, Morte e Guerre) cui sottostà il genere umano del Tempo Presente; fosse anche intuizione o rivelazione sulla “Fine dei Tempi” che stiamo vivendo (in cui si ripropone la necessità sempre eterna di valutare le “cose ultime”: Paradiso, Inferno, Morte e Giudizio). San Paolo suggeriva: “prendete tutte le novità, valutatele, ma conservate solo ciò che vi è di buono”. Nessuna novità, infatti, deve e può turbare il nostro percorso di Conversione e di sintonizzazione con Dio attraverso la santità dei Sacramenti divini e la Fede in Gesù Cristo con cui siamo tutti, indistintamente, tenuti per mano; tanto più ciò vale se altri “schemi” rischiano di creare cristiani di serie A o di serie B o addirittura cristiani edotti, cristiani fanatici, cristiani ignoranti. Mettiamola così, se credete: si può dire che è meglio non dare perle ai porci e parole sante ai cani, se conoscendo cose che altri ignorano (nella Fede o anche nel Sapere); e crediamo possano portare un ulteriore beneficio o giovamento alla loro “ignoranza“, ci operiamo “cristianamente” ad essergli di aiuto? Potrei rispondere che si può. Anzi, in taluni casi SI DEVE. Ma sempre che non diventi un “credo”, una “imposizione”, un modo per “convincere” o pavoneggiarsi, secondo i propri schemi mentali e non secondo una morale comune. In fondo è normale che poi, come cani, ci si rivolti e mordiamo, anche se vengono dette cose sacrosante e verosimili, ma non utili alla nostra Fede.

Invece, è, come ammicca Andrea -con spirito sagace e un pò sbarazzino- a Fabio Massimo (cosa che in parte mi procura forte dolore visto l’amicizia forte che mi ha legato a duxcunctator); quando fingendosi convertito-CONVINTO dalle tesi di Conchiglia, rivela in pieno l’INGANNO dei Falsi Profeti, che, talvolta, senza rendercene conto, ci allontanano dalla FEDE. Lo stesso dicasi per l’affermazione ed i suggerimenti fraterni di EndOfTheTimes. Infatti, è proprio dalla intensità di Quella FEDE ragionevole che possiamo derivare se il nostro comportamento di Fedeli è rimasto coerente con i dettami del VANGELO e l’impegno morale e civile derivante dai Sacramenti dataci; se ci siamo distaccati nell’essenza del SUO contenuto, appiattendoci su altre forme di fideismo o credenza (o meglio ancora, di inganno). Per questo, nonostante la piccante asserzione di Patrizia, sulla opportunità di munirsi di strumenti scientifici di lotta, sarebbe giusto e doveroso ricordare, prima di tutto, che la Fede è il vero strumento attraverso il quale riconosciamo il nostro stato di uomini di Dio rispetto alla Verità Rivelata; sapendo di poterla affidare, con Carità e Amore, all’adesione totale dei Sacramenti: e, capire, ancor di più, che quando siamo in “Stato di Peccato“, o per negligenza, o omissione, o corruzione ma anche nella presunzione di non aver bisogno della CONFESSIONE, non è più possibile, per nessuno di noi, pensare, e ancorchè minimamente, di POTER ESSERE SACRAMENTALMENTE PORTATORI DELLA PAROLA DI DIO in quello che diciamo, facciamo e propugnam0; e ancor di più, risulta difficile crederlo, se “restiamo” in assenza di Assoluzione dal Peccato (e ciò vale tanto più se credi di essere un “santo”, un “operatore di pace” o il più “dotto” o “perfetto” fra i cristiani). TANTO MENO POSSIAMO DIRCI SOLDATI DI DIO, anche volendolo, se perseveriamo in questo stato “mortale” dell’anima. Infatti, basta anche una “semplice e banale scelta di convivenza con il/la partner“, fuori dal “vero” Sacramento Matrimoniale (parlo di me, del mio caso in particolare); l’agire al posto di un diacono, di un predicatore, di un esegeta, di un religioso, di un consacrato, senza aver ricevuto il Sacramento dell’Ordinazione e/o della Confermazione (senza i quali mancherebbe l’intercessione dello Spirito Santo, che è Vero Dio); o una trasgressione ad un solo dei 10 Comandamenti o la presenza costante di un Vizio Capitale* (oggi ritenuti comportamenti ‘liberali‘ ricadenti nella prassi di “normalità” nelle relazioni sociali e della natura umana decaduta o meno se non addirittura di progresso civile e culturale), per far saltare il “banco” e metterti a nudo o addirittura fuori dalla Chiesa (eresia). Non posso inoltre non considerare quanta gente si allontana dalle chiese e dai Sacramenti, ma anche dalla Fede, quando la religione, tramite gente come Fabio Massimo, si fa esoterica o chiaccherona. Ciò, ovviamente vale, se siamo restii a credere nel più sacrale rispetto per le Parole del Vangelo: andate e Battezzate nel Mio Nome; o deviare di fronte alle Leggi di Dio, perseverando nell’idea che altre siano le cose su cui dibattere; la resistenza ai Sacramenti, da cui discende la struttura sociale cristiana, a cominciare dal sostegno dei cardini che partecipano alla formazione della famiglia intesa come prima cellula di “società umana”; cellula che ci permette, nel segno dell’Amore, di essere parte integrante della comunità umana cristianamente eletta e di cui fecero parte in passato Adamo ed Eva, Noè ed Emzara, Abramo e Sarah, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Rachele, Mosè e Sefora, Davide e Betsabea e quindi, non per ultimi, Maria e Giuseppe intesi come apice della Sacra Famiglia. Risultante che presa così com’è, riduce, in un sol colpo, ogni effetto di una “forza dirompente” che vorremmo dare alle nostre “piccole ed in parte irrelevanti ed ininfluenti nuove rivelazioni” cui tendiamo a dare maggior credito di ciò che meritano; e, quindi, dell’eloquenza e dell’abilità delle nostre buone parole di predicatori, educatori, catechizzatori, maestri, religiosi e formatori, se i Sacramenti non sono condotti correttemente e rispettati nei loro contenuti formativi; e ci riferiamo così alla vacuità e alla vanità della nostra testimonianza pubblica di cristiani militanti, osservanti e credenti; e persino dei nostri appelli a vivere integralmente il Vangelo e le buone pratiche degli Atti degli Apostoli, se poi lo intrecciamo ed inquiniamo con altre pratiche opposte (solo per avere un vantaggio, per ottenere un ricavo economico, per realizzare noi stessi e le nostre aspirazioni e vantarci di essere i migliori!). Senza aver prima messo al sicuro l’autorevolezza morale. Comunque sia, -come nel passato anche oggi- è deleterio discutere tra Cristiani Cattolici su cosa sia materia di Fede e cosa materia di profezia o avvertimento. In fondo Gesù fu riconosciuto da umili pescatori analfabeti, come ci ricorda su Ingannati Endofthetime. E non fu riconosciuto dai Dottori della Legge; ovvero da chi da sempre studiava e conosceva a menadito le profezie e gli scritti. Ma è l’insistenza di Fabio Massimo che mi terrorizza, e che allontana i Soldati di Dio.

Essere SOLDATI DI DIO, dunque! Possono i soldati avanzare in ordine sparso come una armata brancaleone? Possono i soldati non prendere ordini dal loro Superiore in Grado e procedere per tentativi contro il nemico, per difendersi dal suo attacco? Non è forse il caso prima di darsi una strutturazione, degli obiettivi comuni, un organigramma, un ordine, una procedura interna, delle regole fisse, delle tattiche, una strategia di azione, una logistica dei comportamenti e della comunicazione, un collegamento ufficiale, una cabina di regia? Ebbene, la Chiesa di Dio ci fornisce tutto ciò attraverso un apparato, anch’esso organizzato a “fortezza”. E non sto parlando della Gerarchia, ma dei Suoi Archivi, delle Sue mura, del Capo Visibile che è Gesù Cristo, nostro generale o “Nostro Sommo Capitano e Signore”, come soleva dire Sant’Ignazio da Loyola. Ciò detto, che ragione c’è perchè Egli debba cambiare procedure e storia, se ha imposto ai Suoi di portare avanti sempre la stessa Dottrina formalizzata nei Vangeli che si invera nei Sacramenti e nelle Buone Opere? Che bisogno ha di pronunciarsi con altri Profeti, dopo che questi avevano compiuto con San Giovanni Battista il loro compito essenziale e finale di annunciare il Messia, completando la missione con l’Annuncio? Forse che Gesù si è incarnato, è morto e risorto per lasciare ad altri il compimento della Sua Opera Redentrice, messianica e profetica?

E così, se ti va bene, come è andata a me, avvicinandoti al Confessionale, oramai consumato dalla mia prosopopea, riconoscendomi “servo inutile” e SOLDATO MALDESTRO, puoi ricevere dalla misericordia del prete una “motivante e incoraggiante” benedizione, con la promessa che, se torni a Confessarti con il proposito “di aderire ai Sacramenti nei fatti e non essere solo pieno di buone intenzioni“, allora e solo allora, ti può essere riconosciuta una correzione dell’errore e di vita emendata, per essere accorpato nell’esercito del Signore e con Lui essere salvato.

Il mio, per chiarire, non si presenta come uno stato di peccato prolungato nel tempo, essendo avezzo da un pò di tempo ad accostarmi al Confessionale e a combattere visus le battaglie più impegnative. La mia “tragedia di peccatore” come ho cominciato a viverla da un pò di tempo riguarda in particolare l’ultimo mese della mia vita, il tempo di una precedente Confessione in cui ho ricevuto l’Assoluzione di tutti i miei Peccati ed una in cui non mi è stata concessa (la prima volta in assoluto e quando ero più certo di essermi incamminato nella direzione giusta). Sì, proprio così. Per quel che mi riguarda è avvenuto nel momento più particolare della mia vita, quando finalmente avevo deciso dopo un lungo e sofferto discernimento, che era il caso investire le mie energie di amore in una relazione stabile, per combattere a fianco alla mia donna e ai miei figli una battaglia più complessa e impegnativa di quella che credevo aver combattuto fino allora; e così definire, una volta per tutte, quale fosse la mia vera vocazione. E, proprio mentre cercavo di spiegare su Ingannati che alla fine, per un cristiano, qualunque sia il percorso di vita che hai deciso di intraprendere, non è importante ciò che leggi, dici e sài, ma più di tutto come Ami Dio nell’ottica sempre eterna dei Sacramenti e delle Opere di Misericordia; ho percepito come un pugno nello stomaco che le nostre scelte, passano indissolubilmente dal grado di “temperatura” della nostra Fede, sia essa Fervente, o Tiepida (tale da essere vomitata da Gesù) o Fredda, e dal nostro essere SOLDATI FEDELI E OBBEDIENTI.

Noi tutti, nessuno escluso, siamo protagonisti della nostra Salvezza e concorriamo, come dice San Paolo, alla Salvezza del mondo; e non per conto terzi, cioè nelle mani di altri che decidono per noi; o noi per essere di aiuto agli altri parlando del bene senza portare un esempio sano; solo perchè ci affidiamo ad una nostra interpretazione dei Testi Sacri e della vita; o anche ad un racconto o ad alcuni carismatici. Ma, per quanto ammiccanti possano essere non siamo ritenuti a pensare di essercela meritata tout court, la Salvezza. Perchè se è vero che solo Gesù Salva, è vero anche che non ci si salva senza il nostro volere ed il nostro impegno; e aggiungerei: la nostra strutturazione nei Sacramenti d’Amore.

Il mio appello non è pertanto rivolto a ciò che si propugna o si definisce certo, citando questo o quel carismatico odierno o quel loro “esempio”; ma a chi si dà tanta cura, senza voler dare priorità a ciò che conta, come l’osservanza di ciò che la Chiesa ha già definito “sicuro”; e, comunque, farsi interprete di ogni ‘concetto’ senza esserne degno, senza averne l’autevolezza morale. Avete presente: è un pò come accade con lo scemo del villaggio che, credendo di essere il più disilvolto e libero di tutti, offre consigli, pareri e giudizi per tutti? Un pò come la scimmia di Dio! Ebbene chi agisce credendo di farlo per conto di Dio (senza considerare che tutti siamo servi inutili); credendo di essere esente dai Peccati; o proponendosi come il salvatore del mondo, l’unto del Signore, pur essendo in totale difetto davanti agli occhi di Dio e degli uomini, altri non fa che esporsi al ridicolo e al lubridio. Checchenepensino costoro, loro malgrado, se sono inficiati dal Peccato cadono inevitabilmente nel Vizio e caricano ogni loro argomentazione della miseria di cui sono portatori o portatrici. Parlo prima di tutto di me, che nel Vizio* ho trovato -quando mi sentivo solo o avevo bisogno di sentirmi libero o nel segreto conforto della mia forza individualista ed egoistica- molte soddisfazioni; al punto di poter fare a meno degli altri, delle regole sociali, degli “atti responsabilizzanti” e di ogni Parola che provveniva da Dio; e che per tal cosa ho già suscitato tanto scandalo proprio per non essere “a posto” moralmente di fronte ai Sacramenti, ai Comandamenti e alle Virtù donatami dallo Spirito Santo, ma anche al mio “status”. Perchè il Vizio, esportato, imposto e supportato con la con lo slogan di DEMONcrazia si camuffa sotto le sembianze di Persona Libera (Egualitè, Fraternitè, Libertè – in coscienza, economicamente, materialmente -mentre, invece, si è posseduti dalle cose, dalla menzogna, dalle abitudini e dalla idea che abbiamo di noi stessi dopo che ci hanno “inculcato” il cervello con loro modelli mentali sin da piccoli e dei tempi della scuola ); compiaciuti e arricchiti da soddisfacimenti propri, momentanei e di piaceri personali; che sono inganni sempre eterni ma anche epocali e sicuramente altamente tossici; o atteggiamenti apparentemente innocui: come il fumo, gli snack, gli alcolici, un quantitativo spropositato di tazze di caffè (tassativamente al bar o con la macchina espresso), l’uso ossessivo del cellulare, la sindrome compulsiva d’acquisto, l’adulterazione di ogni costume; l’adulterio, la masturbazione ossessiva, la pronografia (o il sesso a pagamento e no, quando non degenera in pedofilia o altre aberrazione dell’anima) o -come conseguenza all’uso di alcolici e inversamente a quanto controindicato fuori dal matrimonio- anche il calo del desiderio, che mina molti rapporti di coppia; a questi abusi aggiungiamo l’uso spropositato degli i-pod, degli smartfone, dei tablet, di internet, delle chat, della tv o dipendenza da gioco (ludopatie di ogni genere e valido per ogni età), magie o chiromanzia; la vanità di mettere in mostra ogni forma di “prolungamento del membro” siano esse una autovettura alla moda, un abito firmato, un accessorio griffato; per non parlare delle droghe leggere e pesanti (che hanno effetti deleteri anche sul sonno e sulla ghiandola pineale); e, quindi, dei derivati del petrolio in tutte le forme (prodotti farmaceutici, plastica, automobili, ogm, ecc.); o del satanismo e magia nera. Senza parlare del DENARO A DEBITO, il prodotto più pubblicizzato e adorato al mondo, senza il quale oggi, non è possibile vendere o comprare; e con cui persino il tempo non riusciamo più a riscattarlo se non per mezzo del vile denaro (a riscatto del tempo che svendiamo per altre attività). Costi che possono rovinare intere famiglie e che vanno dai 200 euro (sigarette, alcolici, caffè, snack) fino a cifre spropositate ed indicibili nel caso si arrivi alla terapia intensiva per salvare una vita dalla morte. E poi si dice che le famiglie non arrivano più a fine mese. Tutte cose che (oltre a portare con se un costo a carico del budget familiare, corrompe la nostra morale portandoci ad ogni livello di rpstituzione e crimine; condiziona la nostra salute caricandoci di dipendenze o malattia; devia e tradisce l’idea stessa che abbiamo della vita, della conoscenza di noi stessi, dei valori tradizionali, ma anche del lavoro – che a questo punto, con tutto il suo tempo, serve più per mantenere il vizio che per alimentarci, vestirci, goderci i figli e dare una sicurezza alla nostra vita di tutti i giorni), che lo vogliamo o no, contrinuiscono a divorare la nostra anima, ad incatenare il nostro cuore ed il nostro cervello, a indebitarci economicamente e a consumare malamente tutto il nostro tempo. Vizi che ci isolano dalla relazione sociale, dai doveri coniugali e genitoriali o educativi, ma anche di cristiani; e non ci impegnano in qualcosa di “fattivamente” costruttivo e utile. Vizi che in fin dei conti ci fanno perdere il senso stesso della vita. Senza contare che tutte queste distrazioni ci tengono lontani dal significato fondamentale dei Sacramenti; e rende schiavi di un sistema a noi avverso e che ci sfrutta fino alla morte; situazione che ci taglia fuori da ogni logica di Verità (il Vizio alimenta ed è alimentato e propagato dai nemici di Dio, attraverso una perniciosa politica delle multinazionali della morte); e con la Verità muore anche la pratica delle Opere di Misericordia e dell’amore gratuito (o Carità) e la visione del Regno. E’ il modo migliore, quello fondato sul Vizio, per creare un mondo di disperati invece che un mondo di visionari, appassionati, uomini e donne figli di Dio. Tutta una situazione da cui Gesù è venuto a liberarci e che non mi sento di aggravare con altri surrogati come libri fuorvianti e eretici.

Alle condizioni date (Vizio celebrato e vissuto come una forma di autonomia e di derresponsabilizzazione), chiedere e poi sperare che altri aderiscano volentieri e senza resistenza alcuna alla nostra idea di dio, religione, carisma o proselitismo, facendoci magari scudo di un “bene minore” a cui crediamo in buona fede e con grandissima forza, sembrerebbe cosa semplice e scontata; per una ragione che reputiamo essenziale per la conoscenza del Creatore, omettiamo, poi, l’atto di Fede; e ci comportiamo, secondo la libera coscienza, simulando nelle parole i cristiani autentici, quelli che invece, a loro dispetto (perchè come dispetto loro lo consisiderano) seguono o fanno proprio il Bene Maggiore (laddove il Minore cessa di esistere di fronte al Maggiore); evitanto questi ultimi, di alimentare la cultura del nemico antico che ci vuole lontani dall’essere SOLDATI DI DIO, suggerendo, come fu nell’Eden, di non curarsi dell’albero della scienza del Bene e del Male; senza sentire nel profondo del nostro animo di doverci emendare dal Peccato, dal Vizio, e persino dall’Adesione acritica ai Mali del Nuovo Ordine Mondiale. Senza le quali rinunce (ripetizione delle rinunce, che come sono state affidate ai nostri genitori e ai nostri padrinie madrine il giorno del “nostro” Battesimo e riConfermate da “noi” con la Cresima). Rinunce sempre eterne che ci impegnano IN vita più che la ricerca delle METAVERITA’; e che ci dice quale è l’intensità e lo spessore della nostra FEDE e come dire a noi stessi e agli altri come comportarsi; e che ci pone di fronte alla necessità di Confessare le nostre colpe, rimettendole nelle mani di Gesù nella persona del Suo intermediario. E così, al contrario di ciò che ci piacerebbe di più fare, dovremmo cercare di non essere parte integrante di quella forma “alternativa” di “proselitismo” postasi fuori dalla Chiesa, coma accade con gli adepti delle organizzazioni pseudo-ecclesiali o addirittura para-massoniche; che, se da una parte ti fanno sentire liberati da mille orpelli, dall’altra ci legano a filo doppio con Satana; proprio perchè da quella parte non ci perviene nessun gesto di Amore sincero e sicuro, come il consiglio di corregerci. Smettiamo anche di ricorrere alla capacità di decidere per noi stessi, affidandoci alla Misericordia di Dio; e, poi, deleghiamo ad altri, che Santi non sono, statene certi, le responsabilità per la nostra causa di Salvezza, arrivando a preferire questo stato di PRESUNZIONE che non interrogarci con un sano discernimento o prestare ascolto a chi ci ammonisce cristianamente. Così mancando a tutti gli effetti, ossia, rinunciando di fatto, di concorrere alla Salvezza di se stesso o dello sventurato che gli capita fra le mani (oh, quante volte ho recitato il Rosario con persone che ora hanno preso la parabolica scorciatoia della ricerca periferica della verità ‘altra’ . Ciò per colpa di Falsi Profeti che si sono fanno portatori ‘sani’ di altrui messaggi senza più mettere mano alla Coroncina!); rincunciando di fatto ad affidare se stessi e gli altri alla Chiesa e alla bellezza dei Sacramenti, e a tutte le fortezze inespugnabili di Amore che Dio ha consegnato a tutti noi in forma equa ed indistinta (non servono soldi e nemmeno cultura e adesione a organizzazioni umane per riceverLi). Almeno che -sarebbe fin troppo facile dimostrarlo- il proselitismo e la prosopopea di chi ama parlare, discutere, approfondie, leggere, asserire, fare lunghi ed interminabili sermoni non concorra proprio al soddisfacimento della propria indole razionale, o ancor di più della propria Superbia, e dei Vizi celati dietro ‘deresponsabilizzazione’ o mancanza di tempo (ma tanto ne hanno per passare intere giornate a spiegare le loro ragioni e meno per recitare il Rosario); perchè, sebbene possa sembrare un controsenso in termini, la presunzione di essere “saputi” non priva nemmeno “i più deboli” ed “i più stolti“; che “vogliono” e persino pensano in proprio di “poter” apparire come “i migliori” o i primi inter pares; innestando una serie mirabolante di accuse a coloro che invece avanzano pregando a favore della loro e propria Salvezza; combattendo contro la decadenza inefrenabile della morale e delle fortezze cristiane; impedendo l’instaurazione di un regime di “divisioni” e di forme di lucrubazioni e schematizzazioni esoteriche, eretiche, antiecclesiastiche.
Non è, infatti, secondo voi, l’associare il nome di Dio alle nostre parole e ai nostri consigli, anche quando siamo in Stato di Peccato Mortale, come voler citare Dio INVANO, a sproposito, a nostro testimonio e garante? e cadere così in uno Stato di Peccato ben più grave che è quello di impugnare la Verità Rivelata mettendosi contro lo Spirito Santo? Non è forse ciò un grave peccato contro Dio e l’Ordine Natuale cristiano (costituito dai Sacramenti e dal Decalogo) che Dio Stesso ha instaurato fra gli uomini? nonè forse un modo per avvilire ciò di quanto più serio e buono vi è nella Parola di Dio e nel Vangelo: l’Amore per il Prossimo, la Preghiera e l’Istituzione dei Sacramenti?
A chi chiedeva se coloro che non sono apostoli o discepoli del Signore potessero andare in giro a compiere esorcismi professando in Suo nome, Gesù rispondeva che nessun satanasso può lavorare contro se stesso ed il progetto di cui fa parte; e quindi anche costoro, se parlano in nome di Gesù, a modo loro, senza saperlo, e magari anche senza volerlo, concorrono a “Convertire” a portare a Dio, anche se passando dalla loro stessa CONTRADDIZIONE. Così, più che disunire, come farebbe certamente più comodo per il proseguimento delle loro tesi, finiscono per “ri-unire” coloro che fino allora erano in disaccordo. Ciò non significa però che gli effetti giustifichino coloro che sono stati causa di scandalo: perchè, chi non raccoglie con Gesù disperde il contenuto evangelico e del Suo messaggio redentivo. Comunque sia! Anche questo, infatti, è un agire per “divisioni” (corazzate, ideologie, tematiche scientifiche avulse dalla Fede, ecc.). E non sempre, anche pensando di percorrere strade diverse, agendo separati, si colpisce uniti! Anzi, spesse volte si finisce per beccarci come i polli di Renzo. Infatti, il concorrere indirettamente ed inconsapevolmente alla Conversione di altri, infatti, non li pone “ipso facto” in uno Stato di Grazia. Non fu graziato Giuda, che cooperando con Gesù a compiere le Scritture, morì invece “disperato”. Non furono graziati i carnefici dei Martiri, che seminando il loro sangue convertirono interi Popoli al cristianesimo. Non verranno graziati tutti coloro che pensando di agire per la massima conoscenza periferica (quella spesse volte tenuta nascosta assieme alla massima Verità del Vangelo, che è di farsi Carità con il Prossimo) e non centrale; o coloro che puntando alla massima efficienza e al superamento delle diatribe (culturali, spirituali, liturgici, sociali, politici, militari, economici, alimentari, sanitari, monetari, energetici, ecc.) antepongono a Dio e alla Persona Umana il compromesso e l’adesione ad una “coscienza collettiva imposta” (la verità Immanente o anche relativa, economica, temporale o delle elite imperanti è ben altra cosa rispetto alla VeritàTrascendente sempre eterna, che ci è data da Dio attraverso le Leggi Naturali del Decalogo e che dettano le condizioni morali del rapporto tra noi ed il Creato); e, secondo i mezzi di conoscenza che ci pervengono dal grande Libro della Storia che è la Bibbia e dal nostro Libero Arbitrio (quando agisce secondo la Coscienza che Libera nella Verità), la gente è sempre in grado di scegliere con Amore, secondo quella eterna Coscienza Cosmica che ci lega al Progetto Divino, la forma ed il riferimento della nostra Salvezza spirituale, salute psicofisica-dell’anima e allontanamento dal Male. Conoscerete la Verità (Gesù, la Rivelazione Unica con tutti i suoi precetti di Amore, Lode e Gloria a Dio) e la Verità vi farà liberi! (questo ce lo dice Gesù stesso, – Giovanni 8:32). Infatti! La questione qui finora posta è un’altra: non parliamo di peccatori lontani dalla Dottrina e dalla “retta ragione” o dalla Fede, ma di Persone che si dicono “di Dio”, “con Dio” e “per Dio”; e che dovrebbero essere esempio di abnegazione e moralità; e che dovrebbero sapere che la loro causa principale è correggere se stessi prima di cominciare ad aiutare gli altri a correggersi. Non stiamo parlando, infatti, di gente che respinge la Verità. Ma di gente che la desidera ardentemente: Chi cerca la verità, lo sappia o no, cerca Dio! (Edith Stein). Di persone di Dio che però non hanno aderito ancora pienamente ai Sacramenti e al Vangelo; e che per questa carenza non sono pienamente in Grazia di Dio e non si sono arruolati come SOLDATI DI DIO. Ecco perchè gli Arcieri, di cui alcune di queste persone sono già stati amici osano dire prima di intraprendere qualunque iniziativa pubblica nella Resilienza Cattolica: siate Liberi, da Mammona, per liberare. O, Facciamoci tutti Carità, secondo il Vangelo d’Amore. Infatti, chi non ha liberato se stesso dal Peccato e non si è strutturato sacramentalmente -e mi riferisco alle persone recidive nel peccato o nella perseveranza nell’errore- non solo non dà frutti buoni, ma nemmeno dà una buona immagine di sé; queste stesse persone si incattiviscono, attaccano il prossimo invece di attaccare l’errore; perchè sanno di essere incompleti, come incompleti lo erano gli apostoli ed i discepoli prima di versare il loro sangue di martiri (testimoni); che pur volendo essere presenti alla Passione di Gesù, non ne ebbero o il coraggio, o la forza, o addirittura la sfrontatezza di smarcare le folle per guardarLo in Viso. E’ come a dire: è un vero peccato che prima di spendere tutte le energie per sforzi che non portano da nessuna parte, non siano stati compiuti da noi gli adempimenti appropriati. Questo atteggiamento vile e omertoso, parco, debole e presuntuoso contamina tutto ciò che toccano con le parole che escono dalla loro bocca; sebbene si credano già incamminati sulla “strada della salvezza” per ciò che fanno, indipendentemente da ciò che “sono”. La presunzione tipica di chi si crede migliore degli altri, l’unto del Signore, solo perchè dotato di “talenti” e/o pieni di belle parole a favore di Dio e magari anche della Madre Santissima; anche se, come dicono loro, la conoscenza degli scritti di MariaValtorta, Maria di Gesù d’Agreda, don Guido Bortoluzzi, Catarina Rivas, Luisa Piccarreta, Anna Caterina Emmerich, Gloria Polo, don Stefano Gobbi, Stefania Caterina e chi più nè ha più ne metta (e stiamo parlando di coloro che santi non sono, si badi bene) siano (come la penso anch’io, senza però considerarli come un corollario “irrinunciabile” per la comprensione della Bibbia) indispensabili per contrastare, arginare, confutare la propaganda di tanti agnostici, e troppi divulgatori tv che hanno fatto dell’anti-cristianesimo una ragione di vita; rispondo che considero siano altrettanto utili al demone per discostarci dalla vera Fede, Quella a cui, come bambini, affidiamo tutti noi stessi come figli innocenti e puri; e non come adulti saccenti e mai domi.

La stessa cosa potrebbe valere per i Vangeli Apocrifi, utili per la conoscenza di “fatti” che hanno permesso anche la formulazione dei dogmi (vedi la definizione della stessa Verginità di Maria), ma che non sono mai stati inseriti fra i Vangeli Canonici. E con ciò non si intende che altri scritti siano meno utili o addirittura pericolosi; ma, piuttosto, che portarli avanti alla stregua dei Vengeli Canonici, degli Atti degli Apostoli, delle Lettere Apostoliche, della Bibbia stessa è un atto pernicioso, rischioso ed in contrasto con le “disposizioni prudenti” della Chiesa.

Mettetela comunque come vi pare (sapendo che alcuni la pensano diversamente, mettendosi sulla sequela di rivelazioni moderne -anche se non ancora approvate dalla Chiesa Cattolica, grazie al Cielo sempre prudente prima dei pronunciamenti che esulano la linea maestra della Rivelazione storica): sapere se esiste anche una “rivelazione” aggiuntiva oltre a Quella già dataci Gesù “pubblicamente” e riportata nei Testi Sacri custoditi e depositata come patrimonio della Fede dalla Chiesa Cattolica; o se esiste una vita extraterrestre oltre quella conosciuta; o se la ribellione degli angeli è avvenuta per causa di Maria, di Gesù o in odio a Dio; o se è vero che ci sia stata una ancestre, una madre surrogata o “femmina-ponte”, come sappiamo per mezzo di Don Guido Bortoluzzi; che ha agito da incubatrice per i primi esseri umani; o conoscere il NWO della elite mondialista a discapito del fine ultimo della vita, …sebbene possa aiutare a far chiarezza sul perchè siamo scesi così in basso o diventati quello che siamo, nel bene e nel male, fa ben poca differenza sul nostro Stato di Grazia. Anzi, manifesta tutta l’ipocrisia di certo cristianesimo esoterico, che crede di poter scavalcare a piè pari l’Ordine Sacro, tutta la Apologetica, e persino i Precetti accostatu alla Fede e alle Buone Opere. E, al contrario di ciò che asserisce lo stesso Fabio Massimo, lui, anche è ancora troppo piccolo e debole per andare rispetto le conoscenze che Dio ci ha voluto consegnare con la Rivelazione Pubblica donataci dal Figlio; lo erano gli Apostoli, piccoli piccoli, rispetto a Maria che è Santissima e ai Profeti e ai Patriarchi, e lo siamo noi; e dobbiamo considerare sempre più, facendocene una ragione, che queste “novità”, portataci da veri o falsi profeti odierni -strumento ghiotto per i Demoni ed i Dyabalus da darein pasto agli eletti degli ultimi pasti- arrivano prima ancora che a liberarci e allontanarci dal Peccato, se ci va bene, a scrollarci razionalmente da alcuni modesti dubbi e curiosità ancestrali. Ma, di certo, questi arrivano propriamente e prontamente, a generare maggiori confusioni e inganni rispetto al nostro percorso di Salvezza e a “dividerci” sulla Verità Ultima che è “Amore allo stato puro“; e difficilmente ci fa essere meramente attivi di una comunità Sacramentalmente riconosciuta e operatori Santi (“vivi e ferventi”) del Vangelo di Dio. E’ quella che potremmo maliziosamente definire la casta dei nuovi recidivi Adamo, nella “fine dei tempi“: ossia, “neo-mondialisti”, “neo-colonialisti”, “illuminati-massoni”, “teocratici esoterici”, “intellettuali post-cristiani”, “esegeti-eresiarchi”, “biblisti” o peggio ancora: dei “fancazzisti-presuntuosi” che vogliono mettersi in proprio rispetto la Fede e accusare gli altri di essere laodicesi (o privi di coraggio). Perchè, se è vero che la Chiesa di Laodicea è quella che non si cura ad essere Ardenti nella Fede, ciò non significa che rifiutare o non curarsi delle nuove rivelazioni sia mettersi contro l’Apocalisse (Rivelazione). Accusatori che altri non sono che gente che, di norma, più che un contributo attivo alla Conversione, creano un certo parassitismo Razionalista rispetto alla Fede o neo-perbenismo di facciata rispetto a chi dice la Verità tout court. Gente che non aggiunge nulla alla funzione Sacra del Sacerdote e del Confessore; tanto meno ai servitori e agli operatori di Misericordia che sanno cosa vuol dire sporcarsi le mani e fare “sacrifici” rinunciando anche al “desiderio” di buttarsi nella mischia per menare pugni e parole forti e portare un pò d’ordine, sapendo che nemmeno San Paolo riuscì a farsi largo fra i “greci”. Per Carità, almeno che, la loro parola non sia radicata fortemente ai Sacramenti, alla Penitenza, alla Povertà, ai Precetti della Chiesa e ad un perfetto Stato di Grazia; e che per questo, quando sono voluti dal Cielo, si costituiscono in un organismo riconosciuto dalla Chiesa e prendono il titolo di Predicatori, non solo per portare la Parola di Dio nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; ma anche per confutare, nel Nome della Chiesa e di Maria gli “errori delle eresie” e le “devianze umane” dalla Dottrina; e, che, non a caso, decidono di portare all’altare di Dio gesti sacrificali cingendosi di abito “semplice” e Scapolare, per la “protezione” dal peccato.

Come sempre, comunque, si rischia di soffermarci sul dito che punta la luna. E il Demone, ancora una volta, gode. Laddove chi crede di possedere le conoscenze, o di averne acquisite di nuove, pensa poi di poter essere esente dal “giudizio finale“, e da ogni discernimento morale, dottrinale, dogmatico, apologetico e teologico; o dal compimento dei propri doveri, anche minimi, di buon cristiano.

Vi pare tutto questo discorso supponente, superficiale, banale, anacronistico? Pare quasi che voglia evitare di guardare le circostanze della vita per quelle che sono; anche, ahimè, di ragionare secondo gli occhi della contingenza quotidiana, pratica e materiale, secondo i meccanismi sistemici del mondo e della economia; prescindento dalla “normalizzazione” delle quotidianità; compreso il fatto che, la maggior parte della gente, nell’assecondare la Paura invece della Fede; giacendo nell’ignoranza piuttosto che nel brio cristiano, certe scelte non riesce proprio a vagliarle attentamente o a vedere una soluzione diversa da quella che gli viene propinata o inculcata sin dalla nasciata; sia si tratti di un compromesso non necessario per il lavoro (in cui si sacrificano beni maggiori) per una paga a stipendio fisso (ce ne sono ancora queste opportunità?); o un impiego qualsiasi sufficiente a sbarcare il lunario; sia anche la decisione di affrontare degli studi impegnativi senza esito certo; o un matrimonio affrettato e sbagliato; o il viaggio chissà dove in cerca di risposte nuove; o rinunciare ad avere un figlio perchè, a detta dei massmedia (leggasi “controllori della masse”), senza avere i mezzi per il loro sostentamento e la loro educazione, sarebbe da irresponsabili. Pare, poi, che voglia impedire ai ricercatori e ai “disvelatori” delle “verità intermedie” o anche pseudo-giornalistiche, di spingersi oltre a ciò che ci è stato dato finora di conoscere. Eppure basterebbe fare questo ragionamento: in Africa si viveva bene fino a che sono arrivati i colonizzatori; alcune comunità umane vivono ancora senza soldi e spesse volte superano i 100 anni di vita mangiando sano e raccogliendo i prodotti della terra; prima del 1860 l’Italia poteva fare a meno degli Inglesi e delle banche internazionali; alcune popolazioni umane non hanno mai avuto problemi ai denti e nemmeno tumori o malattie cosiddette moderne; non è mai esistito il Debito Pubblico e nemmeno quello Estero. Non voglio dire che la Fede debba essere un atto cieco di obbedienza (forse se Adamo si fosse attenuto a ciò che Dio gli aveva chiesto, invece di “mettersi in proprio” oggi avremmo di fronte ben altra Vita e Luce); e nemmeno voglio impedire a nessuno di essere obiettivo rispetto ai propri parametri culturali e di vivere il proprio stato con serenità anche sapendo cosa è giusto di fronte a Dio. Ma si sappia che, essendo io per primo un “sostenitore” incallito di tutto ciò che va verificato e che prima o poi dovrà venire alla luce, Dio volendo, ho imposto, però, a me stesso, di correggere prima il mio stato per essere in Grazia con Dio. Dico infatti, ancora una volta, che Convincere ha ben poco a che vedere con Convertire; che “convincere” un nostro simile a vagliare ciò che è più pratico, utile e conforme alle nostre strutture “mentali” e “psicofisiche”, rispetto a ciò che è più giusto e buono per l’anima, non significa assolutamente metterlo in antitesi con il Regno di Dio; ma potrebbe aiutare molto di più compiere insieme un percorso di “Conversione” per raggiungere la consapevolezza di una certa “empatia” capace di illuminarci la strada della nostra Felicità prendendo per mano il Signore che Salva, e che ci insegna come arrivarci più facilmente; preservandoci da ogni male e sofferenza e mettendoci nella sequela autentica delle testimonianze dirette di quale sia il Regno Promesso; cercando il massimo Bene coltivando atti di Amore scevri da atti esclusivamente razionali; e, così, imparando a rinunciare più facilmente ai sistemi matriciali che ci vengono imposti quotidianamente e che ci allontanano più di quanto possiamo solo immaginare al Regno stesso, all’Amore e dai Sacramenti. Se Gesù avesse, infatti, voluto convincere (come più volte pare fare nei Racconti della Valtorta), i Suoi interlocutori, si sarebbe prodigato nel compimento di miracoli, di opere prodigiose, nella presentazione di “slide” ed effetti speciali, nella moltiplicazioni non solo di pani e pesci, ma ponendoci di fronte ad ogni genere di visioni e megastrutture (invece che scegliere dopo lungo “vaglio” 12 apostoli di cui uno traditore e 72 discepoli. Eppure, di fronte ai Suoi miracoli incredibili ed inverosimili, solo pochi riconobbero il vero significato dell’annuncio della Conversione al Regno Eterno della Felicità. Ed infatti, non aver compiuto insistentemente e sistematicamente questi gesti mirabili, Gli valse la preferenza a Barabba,visto che il culto per il soldi, allora come oggi ben radicato nel sentire comune, ha fatto pesare il piatto della bilancia per un “laviamocene le mani”; il punto della questione infatti si era concretizzata in quel dialogo doloroso fra Gesù ed il Giovane Ricco, dove al Regno di Dio si è visto preferire le certezze consolidate di questo mondo; e, pensare, comunque, che se quel Giovane, i contemporanei di Gesù, e noi stessi (perchè è inutile nascondercelo, siamo come loro) avessimo avuto serie intenzioni di dare ascolto ad ogni Parola di Gesù, Egli ci avrebbe accontentato tutti e ora ci sarebbe ancora una fila interminabile per abbracciarLo, interrogarLo ma anche, forse, per provocarLo e farLo inciampare in qualche controsenso (cosa impossibile per chi è Dio e senza Peccato). E magari, a richiesta della maggioranza, quella che oggi dovrebbe urlare dai tetti, avrebbe potuto anche mettere in seria difficoltà i Potenti ed i Farisei (che ci sono sempre stati in ogni epoca e che ora sono più che mai dentro la Chiesa Cattolica) e disvelarci ogni macchinazione sarebbe stata messa in campo, nel tempo, per annichilirci o controllarci mentalmente, per non farci essere Felici e tanto più per tenerci lontani da Dio, eterno Amore. Eppure, sapendoci vulnerabili, all’Eden ci ha sostituiti una piccola ma sicura fortezza: la Chiesa con i Suoi Sacramenti, fortezza d’Amore, ed una unica vera autorità vicaria, il Papato. La sola idea di voler “convincere” su altro, come farebbero i Sadducei nostrani o i Sofisti o i Simoniaci di ogni epoca, già solo questo dovrebbe tenerci lontani per l’inganno che porta con sè di non essere di Dio, per Dio e con Dio della Conversione al Bene Supremo; e non può valere per noi che sappiamo cosa vuol dire partecipare santamente e con Fede Ardente alla “remissione dei peccati“, alla “resurrezione della carne“, alla “vita eterna“; e che Gesù, in Cuor Suo, sapeva che il Suo Gesto Estremo di morire e resuscitare era PER MOLTI ma non PER TUTTI. Questi sono fatti enunciati da Gesù e pronunciati nell’Atto Costitutivo dell’essere Cristiani nella Chiesa Una Santa Cattolica, Apostolica e Romana; a cui, non solo io, grazie al Cielo, ma miliardi di cristiani nel mondo “credono” con Fede, Speranza e Carità. Ciò vale, ovviamente, per tutti coloro che sanno quanto conti e quanto costi essere figli di Dio, secondo lo stato di cristiani dato dal Battesimo e confermato con il Sacramento della Cresima -ma anche e soprattutto come gente di “buona volontà” messa alla sequela di Gesù e dei Suoi Sacramenti- il nostro “concorrere” e “voler concorrere” con scienza e coscienza alla felicità eterna per essere nel Regno di Dio attraverso la nostra diretta “Conversione” alla Salvezza, che Gesù ha riscattato al Padre, per noi, morendo sulla Croce. Nella economia della salvezza la sofferenza innocente è un tesoro immenso che salva dall’Inferno chi da solo non ce la farebbe. Gesù con il Suo calvario ha redento chi crede in Lui e si Converte; ed il dolore degli innocenti serve ad ottenere le grazie di converzione affinchè i peccatori si volgano a Gesù. Il dolore innocente agli occhi di Dio è un merito; e chi lo subisce ne ricevera’ una ricompensa eterna. Padre Pio affermava: “quando sei sulla croce è propio allora che sei sicuro che Dio ti ama”. San Francesco asseriva dire: “è talmente tanto il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è di diletto”.

Piccole pillole si saggezza cristiana, sì, che mi sento di condividere con chi vuole, fra voi, considerandole nella loro forma balsamica; e che ancora una volta mi hanno fatto capire, nonostante i ripetuti reprimenda e ammonimenti fraterni ricevuti, nemmeno tanto tempo fa, di essere molto, ma davvero molto lontano da un qualsiasi barlume di salvezza. E lo dico nonostante i tanti appelli che si fanno alla Misericordia di Dio, a cui credo occorra affidarsi pienamente, ma in totale buona Fede; e non se vogliamo fare i furbi, che intanto veniamo stanati subito. E credetemi, non credo che in questo ci possano essere una Conchiglia o una simbolica croce di Dozulè o una sequela di apparizioni a Medjugorie, o molti altri mistici e carismatici recenti, ancorchè ispirati o divinamente benedetti, che possano scovare così a fondo nel nostro animo ciò che impedisce un cambio di rotta e di marcia verso il Signore; o ciò che si prova di fronte ad un Sacerdote di Dio che ti rimanda ad un approfondimento del tuo stato di “fedele” cristiano e più ancora di “credente“. Io, infatti, che volevo in coscienza e desiderio accedere al livello più alto e autentico di “imitatore” di Cristo, ora sono stato richiamato a confrontarmi con l’unica Legge di Dio che ci pone di fronte ai Sacramenti, per un altro appello, senza se e senza ma. E cosa può aiutarmi di più dei Precetti?

Ritorniamo, ora, ai fatti che mi hanno portato nel pieno significato del valore di Amore, intrinseco ai Sacramenti stessi e al concetto di Regno di Dio.

Appena uscito dal confessionale mi sono allontanato rattristato e umiliato, ma non privo di “speranza“. Tanto che sono andato errando per l’argine di un fiume, nel mezzo di camin di nostra vita direbbe il poeta, in cerca di un Consiglio Divino -non di una via di uscita- affidandomi allo Spirito Santo e ai Suoi Doni Sovrannaturali; tenendo fra le mani la coroncina del Rosario che già fu del compianto don Luigi Villa e che ho riempito di santini, medagliette e segni di devozione per ogni evenienza; magari per un evento inatteso e difficile da affrontare, come quello in cui sono precipitato ed in cui mi trovo, mio malgrado.
San Paolo, nel magnifico e sempre eterno Inno alla Carità (che qui riporto in una versione cantata),

ci riporta di fronte alla nostra miseria umana…. Che è quella di tutti: ignoranti e sapienti, diseredati e re, proletari e potenti… soprattutto quando crediamo di sapere e possedere tutto; anche quando indossiamo un saio, o crediamo di aver individuato una luce, un riferimento carismatico; anche quando profetiamo, indaghiamo ricercando fra gli arcani più profondi della vita e pensiamo di aver centrato la chiave di volta per leggere fra le righe le verità non dette, o tenute celate da chi avrebbe dovuto rivelarle; o di avere la scienza infusa per insegnare agli altri ciò che oggettivamente (o meglio soggettivamente) riteniamo essere giusto e doveroso sapere.

Eppure, il sottoscritto, pur vivendo come SOLDATO DI DIO (‘questo’ in quanto cresimato); e, avendo sempre molta sete di Gesù, di sapere e di conoscenza (Dio solo sà la passione che ho messo in escogitur ed il sostegno che ho avuto anche da Fabio Massimo e Daniela, mai ho fatto mancare nel mio sito riferimenti diretti al Vangelo (interamente pubblicato) e alle parole chiave di Salvezza; eppure, da qualche tempo mi sono dato una missione primaria ed indispensabile per la mia diretta Salvezza: avvicinarmi all’Eucaristia, se possibile anche tutti i giorni, cercando di alimentare così il fuoco d’Amore e di Verità per una sana battaglia, per la conservazione della Fede più che per gli sforzi di Ricerca e Conoscenza; e, questo con il proposito di rimanere, con l’aiuto di Maria Santissima, Sacra Arca, nonchè Santo Tabenacolo e Tenda, il più possibile, in Stato di Grazia; dandone testimonianza, per quel che conta, come “servo inutile”. Le Due Colonne che ho eletto ad àncora per la mia salvezza e che valgono anche per la Santa Chiesa ed il Papato, come fu rivelato in sogno a Don Bosco, altri non sono che Gesù Eucaristia e Maria Ausiliatrice e Corredentrice su cui si costruisce tutto l’impianto della Fortezza d’Amore e dei Sacramenti Divini per il Regno. Anche questa considerazione può sembrare quasi insignificante se la si legge con gli occhi della “normalità”. Ma per me è stato finora tutto altamente conflittuale, visto gli studi e la consapevolezza che la Chiesa sta vivendo un atroce periodo di aridità dovuto alla presenza nella stanze papali di un anticristo. E dopo aver vinto le accuse di “alto tradimento”, ho preferito credere che in quel Tabernacolo, comunque, ci fosse Gesù Eucaristia e che il Confessore fosse un figlio di Dio portato al Sacro Ordine e con l’autorità a Confessare i miei Peccati. Resta di fatto che per me la celebrazione Eucaristica resta “non una cum“, ossia non in comunione con Francesco che considero a tutti gli effetti un Falso Agnello, un Antipapa, un “impostore”. E lo dico con grandissimo rammarico.
Non avete idea, in questo bailamme, quanto mi abbia aiutato ancor più, in ciò, seguire i Consigli di Maria Santissima di partecipare ai primi 5 Sabati ed i primi 9 Venerdì di ogni mese. Tanto quanto il tempo per preparare una gravidanza. Ed ora sono più che mai tormentato dall’idea di non esserne stato degno, nonostante le grazie ricevute nel frattempo e la Fede nel Progetto di Dio.
A pochi giorni dal parto (il 4 aprile dovrei completare i 9 primi venerdì), ricevo questo bollettino medico da far rabbrividire chiunque finora si fosse considerato sano di costituzione e lontano da ogni possibilità di contrarre un male: devi mettere ordine alla tua vita per far vivere ciò che è dentro di te! Ora è davvero una corsa contro il tempo (ne avrò altro?) e contro la mia accidia, inerzia, avidità, presunzione di salvarmi senza meriti. E vi assicuro, nonostante conosca il peccato adamitico e cainita di cui fa menzione Don Guido; nonostante conosca le malefatte della massoneria bianca, nera, azzurra, rossa; il signoraggio bancario, le scie chimiche, le modificazioni genetiche e l’avvelenamento di ciò che mangiamo, la big farm, il plagio emozionale, il controllo mentale, il marchio della bestia,… qui, per me, ora, si tratta di vincere i miei istinti conservativi e la logica razionale del mondo che mi vorrebbe “normale” per non partorire un cadavere putrefatto; sapendo bene che ciò accade non dopo una vita di malefatte, inciampi, errori, cattiverie o di sotterfugi già confessati ed emendati dal buon cuore di Dio; bensì dopo nove mesi di una gravidanza desiderata (i primi nove Venerdì del mese) e sempre tenuta sotto le dovute cure e attenzioni che mi sono state date per accrescere le mie grazie e le mie virtù dalla Madre di Dio nella sua Intercessione: che sono stati i messaggi delle apparizioni di La Salette, Lourdes e Fatima, queste sì riconosciute dalla Chiesa, e che credevo di conoscere abbastanza a fondo.

Ma ancor di più, decidere di interrompere la Convivenza, fino a che non si arriva ad una decisione definitiva, radicata nella logica dei Sacramenti; vivendo per ora come “fratello e sorella” con la mia compagna, ossia separati da due letti e in castità. E lei stessa ha deciso di riaccostarsi al Confessionale dopo aver assistito con me, la sera del Venerdì 4 aprile al momento di Comunione con cui ho concluso (ma non è detto che non continui) il mio ciclo minimo di accostamento ad una pratica opportunamente riaffermata da Maria e che mi ha riempito di gioie, gratificazioni, doni ed entusiasmo. Nelle celebri rivelazioni di Paray le Monial, il Signore aveva infatti chiese a Santa Margherita Maria Alacoque che la conoscenza e l’Amore del suo Cuore si diffondessero nel mondo, come fiamma divina, per riaccendere la carità che languiva nel cuore di molti. Una volta il Signore Dio Nostro, mostrandole il Cuore e lamentandosi delle ingratitudini degli uomini, le chiese che in riparazione si frequentasse la Santa Comunione, specialmente nel Primo Venerdì d’ogni mese. E Gesù fece le seguenti promesse per i suoi devoti:

  1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato
  2. Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie
  3. Li consolerò in tutte le loro pene
  4. Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte
  5. Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa
  6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l’oceano infinito della misericordia
  7. Le anime tiepide si infervoreranno
  8. Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione
  9. La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l’immagine del mio Cuore
  10. Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti
  11. Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai
  12. A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

La dodicesima promessa è detta “grande”, perché rivela la divina misericordia del Sacro Cuore verso l’umanità. Queste promesse fatte da Gesù sono state autenticate dall’autorità della Chiesa, in modo che ogni cristiano può credere con sicurezza alla fedeltà del Signore che vuole tutti salvi, anche i peccatori.

Ora, letto bene ciò che Gesù promette a chi gli è fedele, serve a qualcosa, quindi, approfondire i carismatici ed i loro dettami? serve qualcosa diventare paladini di messaggi, tanto meno confermati dalla Chiesa? serve a qualcosa prendersela con i Papi veri o presunti “falsi”? serve a qualcosa riconoscere il “sedevacantismo apocalittico” o combatterne l’idea a pugno chiuso, se poi, in realtà la questione è solo intenderci se la Chiesa e i Papi che si sono succeduti dal 1958 ad oggi hanno compreso il rischio cui incorrevano i cristiani con la perdita delle fortezze d’Amore e del significato dei Sacramenti? serve qualcosa combattere stringendo il coltello fra i denti contro i nostri nemici della stegocrazia e della debitocratica imperante, se stiamo perdendo per prima cosa la nostra anima, lasciata nelle mani del qualunquismo spirituale e delle “armi di distrazione di massa“? serve a qualcosa prendercela con i nostri antagonisti ignoranti asserviti al potere e magari sfogarsi in internet, lasciando che il tempo corra e che le anime delle persone a noi care vadano incontro alla rovina più completa? Se, infatti, per prima cosa non sappiamo lottare con le nostre debolezze ed i nostri VIZI CAPITALI; se ci dimentichiamo e non ci accorgiamo delle nostre “inadempienze” formali e sostanziali di fronte ai Sacramenti; se non sappiamo più riconoscere la natura divina dei Comandamenti; se non sappiamo più Amare il Prossimo come noi stessi, cosa potrà mai restare di noi e dell’idea che abbiamo ricevuto di Chiesa e comunità dei santi? La leicità della convivenza, anche se non in forma ufficiale, da parte di organismi della Chiesa, è un gravissimo peccato che si consuma nella società odierna nelle forme più abiette: matrimonio civile, coppie di fatto gay, coppie di fatto, fidanzatini alla prima esperienza supportati da genitori accondiscendenti, amanti, separati in casa, disperati alla ricerca di un amore facile; ma anche l’aborto (come onda lunga della Rivoluzione antica) di un figlio indesiderato; l’uso e spropositato di anticoncezionali e la rinuncia ad avere figli; la scelta di vivere l’esperienza di coppia prima del riconoscimento religioso del matrimonio o addirituttura “fuori” dal matrimonio non gode più dei dovuti e leciti reprimenda dei Confessori e delle “donnine di popolo” che sono sempre stato un sicuro baluardo per la protezione dal peccato. E forse è uno dei primi grandi mali che possiamo compiere contro i Sacramenti. Anzi nella sua normalità, accettata a tutti i livelli, la Convivenza ti aggredisce fin dentro l’anima ed in ogni frangente della vita, facendoti credere che superato il trauma iniziale delle dicerie o della “compatibilità caratteriale” -per quei pochi che ancora se lo pongono come un “superare il Rubicone della morale”- poi diventi una scelta fondamentale e socialmente condivisibile, a dispetto della morale. Una scelta che ti fa sentire libero, realizzato, autosufficiente, forte come un dio. Ma non ci si accorge che a quel punto tutto si porta davanti ad una voragine priva di vergogne e ogni cosa “ti risulta” permesso e carico di “illusioni”. Si passa dal Vizio al Peccato, dalla Superbia alla Lussuria fino a perdere ogni nozione di “limite”. Ci si separa dai doveri di figlio, di padre, di fratello e si mina senza saperlo, la stessa società umana fondata sui Sacramenti. E’ la vita, direbbero in molti. No, è la morte di Dio, dico io. Ribadiscono gli altri: è già così difficile ogni cosa: trovare una compagna o un compagno, avere un lavoro, ricavarsi un piccolo reddito e avere dei momenti di felicità. E cosa fai, se poi trovi casa e nemmeno vicino al luogo dove vivi o dove risiede il partner? I tempi cambiano già, ed i Sacramenti diventano un business che soddisfano mamme, nonne e parenti. E qualche ragazza che si è trovata un “buon partito” con cui convolare a nozze.

Ma insomma, di cosa parliamo, dunque, quando chiamiamo in causa la Fede ed i Sacramenti? Se crediamo all’Amore e reputiamo che il partner sia quello giusto, con i Sacramenti siamo ben assistiti in tutti i casi. A che serve procastinare la convivenza “clandestina” se si è decisi di amarsi per tutta la vita? Non è il caso piuttosto di cominciare a compiere un percorso comune con obiettivi decisi e ben delineati? La mia situazione è molto chiara e si va chiarendo sempre più: le maglie che Dio mi ha messo a disposizione, in questo lungo periodo di discernimento, sono assai strette e filtra ben poco dei miei Vizi e dei miei Peccati. Tutto resta nel setaccio ed ho modo di vedere ogni cosa con lucidità incredibile. Per la mia Salvezza non servono, quindi, Conchiglia, la Valtorta, l’Agreda o Medjugorie, e forse nemmeno servirebbe credere a Lourdes, LaSalette e Fatima, se poi non si resta fedeli e non si ottemperano ai Sacramenti. Tano meno se non sussiste una sana e santa lucità nel discernimento. Forse che a me e a molti cristiani di ogni epoca siano già servite, servono o serviranno altri shock o altre vie “traverse” per raggiungere la consapevolezza della Verità? Mettiamola pure così: servono sì a smuovere le acque, ad avvicinare alla Verità, passando da tante altre piccole verità; ma non servono a chi è già entrato nel recinto Sacro della Chiesa; non servono se a gestirle sono, di fatto, coloro che vi si sono appena avvicinati alla Religione, con spirito, sì, volenteroso, ma senza alcun appiglio (come fu invece per san Paolo ed altri Santi “estremi e battezzati da Dio stesso”) alle strutture d’Amore che sono le Fortezze dei Sacramenti, vissuti anima, corpo, spirito, mente e forza morale. Il Vangelo mi ha dato tutti gli strumenti per il miglior discernimento, confermandomi nei Sacramenti“. Sono 2000 anni che contribuisce alla crescita civile e religiosa delle comunità umane. E mi basta! Ci dovrebbe bastare. Ne ho parlato con la mia compagna. Il nostro amore ha retto bene al contraccolpo, nonostante la richiesta di condividere il sacrificio di rimanere momentaneamente separati carnalmente. La gente in definitiva non capisce che il Vizio non è solo la Lussuria, ma anche la Gola, anche la Superbia, anche l’Accidia. Comunque, per quanto mi riguarda il giorno lunedì 31 marzo torno al Confessionale riedificato e rafforzato nell’Amore per Dio. La sera prima era andato in onda una puntata del film sulla Bibbia e ci parlava dei due veri Unti del Signore: Saul e Davide. E di come entrambe, pur amati da Dio e disponendo di tutte le Grazie possibili ed immaginabili abbiamo contraddetto Dio con il loro comportamento errato, abbandonandosi al Vizio. Sò che ci sono e ci saranno assalti tumuluosi da parte dell’omicida antico, perchè a lui queste scelte non sono mai piaciute; e sà come rendere dura ogni scelta cara a Dio. Ora devo solo decidere se le resistenze della mia donna a partecipare alla correzione dei suoi Vizi, che ci tengono spesso lontani ai cuori, concorreranno ad una mia ulteriore scelta di vita o se serviranno a rendermi paziente e amorevole strumento di Dio per la sua Salvezza. In parte, comunque, i giochi sono fatti! Ho cominciato a prendere consapevolezza che la prima correzione comincia da noi stessi, dall’abbandono dei nostri Vizi.

Ci è di conforto in questo frangente il Catechismo “in breve” (per noi che siamo ancora consapevoli dei nostri limiti, della nostra debolezza carnale e della nostra ignoranza, detta con Socrate e Sant’Agostino) la Chiesa Maestra ci insegna cosa basta conoscere per essere buoni cristiani e figli di Dio. E stiamo parlando di:

1) il Credo – Simbolo (Symbalum, che unisce) Apostolico, o professione di Fede;
2) il Padre Nostro (preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato);
3) i 7 Sacramenti (compreso l’esercizio, l’impegno e l’otteperanza);
4) i 10 Comandamenti (in caso di distacco, confessione per rientrare nella Grazia di Dio);

E se possibile, come suggerisce San Giovanni Bosco:
5) i Opere di Misericordia Corporale e Spirituale.

Mi è di conforto il Rosario, ed in questo periodo di Quaresima anche la Via Crucis, il Digiuno, che don Valter celebra ogni Venerdì per i bambini e gli adulti.

Ciò non toglie che non sia bello, poi, anche approfondire e dialogare fra amici per scoprire la Verità nelle sue componenti. Ma senza la Verità Integrale manifestata attraverso il Sacrificio Redentivo di Gesù, e l’ottemperanza ai Sacramenti, sarebbe impossibile per ognuno, il Mistero della Incarnazione, della Salvezza e persino delle Iniquità. Senza questo passaggio potremmo rimanere in eterno inermi e nudi, anche di fronte a tutte le piccole verità che andiamo a cercare a destra e a manca che non siano irrorate dal Sacrificio Irruento della Croce. E sempre con questo “segno” di Amore, non ho rinunciato affatto all’idea di costruire con Francesca e con voi tutti i Borghi Eucaristici ed Agricoli di Xenobia, magari allargando l’idea a tanti immigranti, indigenti o famiglie con gravi disagi economici: i cosiddetti “ultimi”, per intenderci, così prossimi a noi. Questa però è tutta un’altra storia che forse non ha nulla a che fare con la Salvezza o che forse già ci introduce all’idea di Regno di Dio e di Conversione, lontano dalle Matrici “tossiche” di Mammona e dai Sistemi di Inganno. E per chi conosce LA VERITA’ che è Gesù, in quanto VIA e VITA, cosa altro è oggi più importante e magnifico che contemplare e vivere al Suo fianco il nostro CONIUGIO? Con Lui che è inizio e fine di tutte le cose, la nostra vita diventa fondamento di altre vite nascenti e converse. E con Lui, vivere l’Eucaristia, ed in “Stato di Grazia” assistere chi è nel dolore, nel dubbio, nel peccato, nelle angosce, nelle tribolazioni, nella carestia, nella crescita, nella ignoranza (sì certo che va combattuta ma con parole di amore), nella indigenza; ma anche chi vive terrorizzato fra i rumori dilanianti delle guerre che avanzano e divorano tutto e le assordanti chimere mondialiste e consumistiche, che ci rendono schiavi anche nel nostro impegno e nelle nostre idee del mondo. Perchè un SOLDATO DI DIO è nel mondo, ma non del mondo.

Si capisce che mentre navighiamo in questa vita di mortali siamo attratti da mille cose che possono distrarci, per quanto nobili, come un buon lavoro ed un titolo di studio; come anche da miriadi di ragionamenti ed affermazioni personali che possono farci sentire più sicuri e fermi. Ma perché, prima, non metterci a posto con Dio nelle piccole cose (Messa, Rosario, Preghiera, Sacramenti, buone Opere, Virtù, mortificazione della lingua, se possibile…) che al cospetto della Salvezza sono infinitamente più grandi e gratificanti di tutte le altre scienze e di tutte le altre nostre aspettative? Perché non mettiamo in pratica il così elementale e “ordinario” Vangelo? Perchè non mettiamo tutto noi stessi, anche come unico corpo coniugale e unica mente, unico cuore, alla sequela di Gesù Cristo?

*Vizi Capitali (se recidivi, portati avanti nel tempo e non confessati, o ritenuti solo vizi “normali”, possono diventare nella loro persistenza Peccati Mortali)

  • superbia (cupidigia della mente o desiderio irrefrenabile di essere superiori e senza inganno; eletti ed unti nel nome di una entità non ben definibile fino al disprezzo di ordini, leggi, regole rispetto altrui);
  • avarizia (scarsa disponibilità a spendere, amministrare, acquistare favorti e a donare ciò che si possiede per equa condivisione di beni);
  • lussuria (convivenza o desiderio irrefrenabile del piacere sessuale fine a sé stesso, non finalizzato alla procreazione e persino omicida);
  • invidia (tristezza per il bene altrui, percepito come disgrazia per se e male proprio. Tale idea di sfortuna è disperazione della salvezza);
  • gola (meglio conosciuta come ingordigia, è subdolo abbandono ed esagerazione nei piaceri della tavola, del fumo, del bere, e non solo);
  • ira (irrefrenabile desiderio di vendicare con violenza un torto subìto è anche forte segnale di disarmonia interiore e lontananza di cuore);
  • accidia (torpore malinconico, inerzia nel vivere, nel comprendere i valori essenziali della vita, sottraendosi dal compiere opere di bene).

Vi saluto tutti con l’amore di sempre.

ps Ninive fu risparmiata perché ci furono intense preghiere a Dio da parte di tutto il popolo peccatore; vestiti di sacco, pentiti, ottennero la Misericordia.

Il cuore della vita: “Non è concepibile un cristiano che non preghi. Per chi crede e ha fede, pregare è un bisogno. L’uomo che prega è sereno, non si lascia prendere dalla sfiducia, non si smarrisce nella prova, si sente vicino a Dio. Ogni uomo cerca pace e la felicità. La preghiera è esperienza che dà sicurezza e serenità. E’ necessaria per osservare la legge di Dio. E’ luce per capire se stessi, è aiuto per affrontare meglio le difficoltà della vita, è stimolo per vivere nella speranza. La preghiera è il cuore della vita cristiana. E’ l’olio che alimenta la lampada della fede perché illumini il cammino del credente. E’ un rapporto particolare e personale con Dio che rende l’uomo convinto della propria piccolezza.”

Conclusione del trattato. I bambini riconoscono la propria piccolezza. Sanno che hanno solo da imparare e mai si sognerebbero di insegnare agli altri. L’adulto rifiuta gli insegnamenti che non concordano con la propria formazione mentale. Spesso l’adulto, considera la propria formazione la migliore; e, se confrontata a quella altrui, sente sempre l’obligo di puntualizzare i punti di forza delle sue considerazioni. Se un adulto è deformato, non lo saprà mai e considererà la propria formazione la più sana, a prescindere.
Un bambino ascolta per imparare, non per insegnare.
Un bambino pone domande solo per sapere ; non pone domande maliziose con l’intento di trovare cavilli per criticare le risposte.
Un bambino sa che ha tutto da imparare, l’adulto arrivato ad un certo punto vive con la pretesa di aver capito tutto e meglio di tutti.
In definitiva chi sà fa. Chi non sà insegna. Tenuto conto che per insegnare è sufficiente sapere, per educare occorre “essere” un vero uomo o una vera donna.

Gesù ha “riconquistato” per noi, morendo sulla Croce, la leggittimità di definirci Figli di Dio, aprendo così -con il Battesimo, l’Eucaristia e la Redenzione dal Peccato Originale- le porte del Paradiso e la visione del Regno; concedendoci, se possibile, sprazzi di felicità “non egoistica e avida” in questa valle di lacrime.
Gesù Salva, dunque! Ma solo coloro che vogliono essere salvati! Per questo ha stabilito con uomini e donne di buona volontà che si affidano a Lui e ai Doni preternaturali (Fede) la Nuova ed Eterna Allenza; riconfermandoci nella Legge Naturale che il Padre consegnò a Mosè (Decalogo o 10 Comandamenti); e riaggiornandola, attraverso la Sua Incarnazione-Morte-Resurrezione con il Comandamento dell’Amore attraverso Le quali ha sconfitto la morte. Perchè: tutto ciò che farete ad un vostro simile è come farlo a Me; e ognuno ami il prossimo suo come se stesso! Dio per la prima volta è venuto al mondo per mostrarSi in “immagine e somiglianza” a noi, privo del Peccato Originale.
Questo Ordine Naturale si regge e struttura sui Sacramenti! E a corpo di questo “Stato delle Cose” ha posto la Chiesa Santa con il Papato (sua parte “anatomica” insostituibile), Vicario visibile di Gesù Cristo, Nostro Signore, Redentore e Salvatore; ma anche l’Ordine Sacro e la “cellula base di ogni società” costituita dalla idea santa della Famiglia. L’introduzione dell’Aborto è la strage perpetuata degli Innocenti; parte integrante della DEMONcrazia voluta dall’omicida antico che ha voluto togliere di mezzo il Salvatore esponendolo sulla Croce; così che fosse più facile portare le stesse anime lontano da Dio e a domandarci perchè il Creatore permette ciò; è anche questa impavida domanda la risultante della disgregazione dell’Ordine Naturale in corso, perchè è il segno della nostra Fede debole e talvolta assente che arriva in forma di Abominio della Desolazione anche “là dove non dovrebbe stare”. Non siamo infatti allineati con il Volere di Dio, con lo Spirito Santo se crediamo di poter anteporre la nostra idea “Immanente” del “possibilismo” a quella Trascendente della Salvezza. Siamo disallineati rispetto alla Vera Battaglia; ma anche alle strutture morali, alle virtù e ai Segni Celesti che Dio, nella Sua Triplice Persona, ci consegna ogni dì: “Io sono alla Porta e busso”. Oggi non dovrebbero solo spaventarci l’apostasia, la sospensione del sacrificio, la perdita di logica, il decadimento dell’amore e la catarsi della retta ragione. Dovremmo rimanere sbalorditi e attoniti di fronte al mutamento genetico e antropologico del nostro senso della meraviglia; e dell’alienamento della nostra essenza umana, spirituale, psicologica e simildivina che ci rende sempre più simile alle bestie.

La battaglia di DOTTRINA non funzionerà mai se non cominciamo a cambiare noi stessi. E spesse volte questa battaglia comincia dalla santificazione della nostra vita quotidiana. Conosco pochissimi esempi di persone che inforcando l’apologetica possano dirsi minimamente “nel”, “del”, “con” e “per” il Vangelo. Per quanto riguarda Dio possiamo sì avvicinarci a Lui, ma senza spingerci oltre quel certo punto; perchè, nell’ostinato voler approfondire la conoscenza di Dio potremmo anche perdere l’equilibrio, o, peggio ancora cader vittima degli spiriti di iniquità, che pure esistono e possono fare prodigi ed ingannarci. Ammiro la Creazione, sento l’opera delle Sue mani, amo la Sua presenza; ne sento la bellezza e percepisco il senso delle strutture molecolari ed essenziali di ogni cosa, nonchè la Maestosità, la Misericordia, la Potenza Creatrice-Redentiva del Dio Trinitario. La nostra logica, la nostra intelligenza, anche la cultura teologica profonda non é mai sufficiente per comprendere e raggiungere Iddio. Non Lo si può spiegare.
I Presìdi di cui parlo sono le nostre attività lavorative, intellettive, industriali, religiose, operative, organizzative, agroalimentari che non devono più svolgersi nel contesto delle quattro mura, ma all’aperto, sui campi, in mezzo alla natura e nei luoghi dove viviamo, dove celebriamo la nostra Fede e concretizziamo la Carità; dove cresciamo ed educhiamo i nostri figli ad Amare Dio. A quel punto vedrete tutti a che livello arriveranno i Vessilli della Regalità Sociale di NSGC. Abbiamo bisogno forse di un nuovo medioevo? Ben venga. Ci serve essere umili.

Hanno disperso …la Verità: o meglio “l’evidenza”, che è il presupposto per “vederla” 

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